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Longa Manus, salta l’udienza preliminare

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– Salta l’udienza preliminare per Longa Manus.

La monumentale vicenda giudiziaria sul traffico di rifiuti pericolosi era arrivata al dibattimento. Ma, alla scorsa udienza del 21 dicembre, il collegio dei giudici aveva dichiarato nulli gli atti precedenti e disposto il rinvio davanti a un nuovo gup.

L’udienza preliminare sarebbe dovuta ricominciare stamattina, ma il gup Rigato è stato costretto a far slittare la seduta al 10 novembre, per mancata notifica ai dieci indagati.

Nell’inchiesta, aperta dalla procura di Viterbo nel maggio 2007, furono trascinati amministratori, direttori tecnici e addetti commerciali delle società Consit, Econet e Sap, incaricate di raccogliere e smaltire i rifiuti a Montefiascone e di riscuotere la tassa sugli Rsu.

28 i denunciati e dieci gli arrestati, tra cui l’allora assessore alla Nettezza urbana Valdo Napoli, il segretario comunale Luciano Carelli e l’ex sindaco di Montefiascone Ferdinando Fumagalli, prosciolto da ogni accusa e, quindi, fuori dalla vicenda. Capitolo chiuso anche per Sandro Leonardi, vicesindaco all’epoca dei fatti, inquisito, processato con rito abbreviato e assolto perché il fatto non costituisce reato.

L’accusa è quella di aver creato una struttura finalizzata al traffico e allo smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi e non. Dai fanghi di depurazione a base di piombo, nichel, cadmio, zinco e mercurio alle terre di bonifica inquinate da pcb (policlorobifenili, composti organici tossici).

Il tutto andava occultato in tre discariche di Puglia, Sardegna e Toscana, e in alcuni terreni agricoli del Viterbese. 23mila, secondo i pm Stefano D’Arma e Franco Pacifici, le tonnellate di rifiuti tossici smaltiti illecitamente in Sardegna, Lombardia e Toscana dall’estate 2006, una parte dei quali, sversata nei terreni della Tuscia. Un giro d’affari da dieci milioni di euro.

Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di smaltimento illegale di rifiuti, corruzione aggravata e falso ideologico.

Insieme agli amministratori, finirono in arresto i tecnici e i responabili delle società consorziate: Bruno Mancini, titolare della discarica di Tuscania, Angelo Bologna, amministratore del gruppo Econet-Sieco, Antonio Sini, amministratore della Consit Scarl, Luigi Giuseppe Ferri, amministratore e responsabile tecnico della Sap, Massimo Jandolo, direttore tecnico del gruppo Econet-Sieco; Fabio Boni, addetto commerciale del gruppo Econet-Sieco, Giuseppe Bologna, amministratore della Econet-Sieco.


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