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Lughia alla Biennale del Lazio

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Marcello Meroi e Luciano Sestili con Lughia

Marcello Meroi e Luciano Sestili con Lughia

Paolo Portoghesi e Lughia

Paolo Portoghesi e Lughia

– Lughia, artista del borgo di Calcata, sarà presente con l’opera “L’eterno cammino in salita” all’esposizione regionale di Palazzo Venezia che aprirà i battenti venerdì 24 giugno. Voluta a Roma da Vittorio Sgarbi in occasione della 54esima Biennale d’Arte di Venezia, la Biennale del Lazio verrà presentata alla stampa e agli invitati il 23 giugno.

Nata in Sardegna, Lughia ha vissuto l’adolescenza nel Veneto per poi dividersi tra Roma e il borgo di Calcata dove ha il suo studio e uno spazio espositivo permanente. L’artista sperimenta materiali, tecniche e attraversa le più diverse modalità espressive.

Gli scenari silenti di sabbie e sassi, le pitture evocatrici di atmosfere antiche, le ombre dell’assenza umana, le immagini elaborate al computer, le sculture di ferro e gli assemblaggi con i legni del mare si accompagnano alle installazioni nella natura che ne confermano il rapporto simbiotico con la madre terra.

Particolare oggetto di indagine sono la memoria, la rappresentazione simbolica ed il rapporto dell’uomo con la dimensione tempo.

Inizialmente nota per le “architetture di sabbia”, scenari realizzati con sabbie e sassi, la Provincia di Viterbo ne sostenne nel 2005, a cura dell’architetto Paolo Portoghesi, un’importante esposizione nella chiesa circolare di Santa Maria della Salute.

“I lavori di Lughia – afferma Paolo Portoghesi – sono espressione di una individualità legata alla nostra civiltà italiana, occidentale, ma sono allo stesso tempo opere che captano un riflesso molto intenso di una situazione tipicamente orientale. Le civiltà orientali attribuiscono alle cose materiali un’anima.

Questo è quello che Lughia fa – continua Portoghesi-. Da una parte cerca i sassi, dall’altra li compone con il grande insegnamento che viene dall’osservazione della terra recuperando in qualche modo alcune valenze di quell’arte preistorica che noi oggi osserviamo come qualcosa di lontanissimo, ma che a volte sentiamo attualissimo per il respiro cosmico che l’arte iniziale dell’uomo ha avuto. Con Lughia siamo di fronte all’aspetto positivo della mondializzazione”.

Poi la realizzazione di una grande installazione a Castel Sant’Angelo seguita da numerose mostre nelle quali il suo nome si accompagna a quello dei principali protagonisti del panorama artistico contemporaneo.

“Memorie dell’assoluto” è la personale del novembre del 2008 allestita a Roma. Claudio Strinati così sostiene in catalogo:  “Con le realizzazioni pittoriche e scultoree la presenza umana diviene il principale oggetto d’attenzione. La piccolezza dell’essere umano in rapporto al tempo senza fine la porta a coniugare il tema del ciclico divenire con quello dei linguaggi, delle rappresentazioni simboliche, delle memorie.

Ombre nere – continua Strinati – tracce inconsistenti della presenza umana, si alternano a sagome la cui epidermide, depositaria di memoria, appare ora immersa nel buio dell’eterno, ora calata in un universo di astrazioni simboliche che lanciano la propria sfida al tempo. Tanto per l’uso dei materiali che per il pensiero in ogni opera sotteso, Lughia è presenza significativa nel panorama artistico contemporaneo. Lungi dagli accadimenti del quotidiano, l’arte di Lughia ha il pregio di condurci serenamente in quella dimensione alta del sentire che è una sorta di nettare di vita”.

Nel 2009 è Rossella Vodret, soprintendente al Polo museale di Roma, a dichiarare, attraverso il Giornale dell’arte, che l’artista maggiormente distintasi in Italia nel 2008 è Lughia.

Saranno Paolo Portoghesi, Giuseppe Salerno e Rossella Vodret a presentare la nuova personale di Lughia (“Antrophomorphic Cities”) che si inaugurerà il 2 luglio a Fabriano nei prestigiosi locali della pinacoteca Bruno Molajoli.


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