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E’ polemica sul condono

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Enrico Mezzetti

Enrico Mezzetti

(g.f.)- Enrico Mezzetti (Sel) lascia. Il consiglio comunale si apre con la lettera di dimissioni fatta recapitare al presidente Gabbianelli. Avvicendamento con Innocenzi che entrerà nella prossima seduta di consiglio comunale entro dieci giorni dalla data di dimissioni.

Il presidente saluta Mezzetti, ma Sposetti lo riprende. “Ancora è consigliere”. Quindi non si può salutare ancora. Botta risposta sul tema.

Mentre Linda Natalini torna sulle lavoratrici degli asili nido comunali, il cui contratto è per dieci mesi su dodici.

“Queste lavoratrici a tempo indeterminato – spiega la Natalini – non ricevono nemmeno nei due mesi in cui non percepiscono lo stipendio, l’indennità di disoccupazione. Non possono nemmeno programmare il lavoro dell’anno successivo, perché si fa in agosto, quando loro non sono in servizio.

Per un risparmio che non c’è si sta creando un’ingiustizia che si può ripercuotere sulla qualità del servizio e senza reali benefici, anzi con danni pesanti”.

L’interrogazione di Linda Natalini è fatta propria anche dall’Udc e anche Maurizio Federici concorda. “Siamo qui per fare politica e giustizia sociale, non amministriamo condomini”.

Il 14 maggio giornata mondiale della donazione del sangue. Agli Almadiani sarà presente un’emoteca. “Dalle 18 – anticipa Federici – gruppi di giovani Avis suoneranno fino a tarda sera”.

Quindi l’amianto nella scuola dell’Ellera, un problema riportato all’attenzione del consiglio da Fabrizio Fersini (Pd).

Per la rimozione erano stati preventivati oltre 300mila euro. “Mi impegno – spiega l’assessore Arena – a fare un primo intervento, evidentemente la cifra è importante e per questo l’opera nel suo complesso non è stata ancora portata a termine”. Insoddisfatto per la risposta, Fersini.

Poi sul condono edilizio, interviene Ricci (Pd) dopo la sentenza d’assoluzione da parte della Corte dei Conti per danno erariale. “Non era comunque quello il punto principale – spiega – il Comune poteva porre a carico oneri nei confronti di chi aveva commesso abuso, invece che farli ricadere sulle casse del Comune. Scelta legittima, ma sbagliata. Se l’operazione doveva servire a sistemare situazioni singole, non doveva pagare la collettività.

Lo stop and go della delibera ha comportato un blocco delle pratiche per il condono edilizio. Ancora non capiamo i minori introiti per questo fermo. Qualcosa lo cominciamo a vedere dal consuntivo. Nel 2009 incassati 3 milioni e 400mila euro e nel 2010 sono un milione e 200 mila di oneri accessori. Dipenderà dalla crisi del settore edile, ma probabilmente anche per questo stallo.

I numeri destano forti preoccupazioni. Sono comunque poco convinto delle scelte intraprese all’epoca dall’amministrazione”.

Gabbianelli replica, parlando di terrorismo giudiziario: “Su 4 provvedimenti dell’amministrazione Gabbianelli, ha ricevuto tre assoluzioni e una condanna in primo grado. La Tecnotraffico, l’ufficio progettazione e il condono sono le tre assoluzioni, che hanno provocato un fermo. E Ricci parla di un danno, ma è politico. Così deve dire. Chi ha subito un danno sono gli assessori, che hanno subito campagne stampa e altro per avere fatto il bene dei cittadini.

All’epoca la Regione aveva applicato una maggiorazione del 100% ai condonandi. Il Comune ha pensato di applicare quel 10% per affluire alle casse comunali quelle somme che sarebbero derivate dal condono”.


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