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“No alla direttiva Bolkestein per i balneari”

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Gianluca Mantuano

Gianluca Mantuano

Riceviamo e pubblichiamo – No alla direttiva Bolkestein per i balneari.

O meglio, no all’inserimento degli stabilimenti balneari all’interno della direttiva europea che prevede l’asta pubblica di tutte le concessioni demaniali. E che mette a repentaglio gli arenili e gli stabilimenti della nostra costa, per non parlare dell’indotto, come i fornitori.

Il nome ha qualcosa di vagamente mostruoso. E dire che la direttiva promossa da Frits Bolkestein, commissario olandese alla concorrenza e al mercato interno dell’Ue durante la presidenza di Romano Prodi, era stata approvata il 13 gennaio 2004 dalla comissione senza troppi clamori. E invece, a distanza di anni, è attaccata da destra e sinistra in quasi tutto il vecchio continente.

Nei giorni scorsi si sono svolte numerose manifestazioni degli operatori balneari che con lettini ed ombrelloni hanno manifestato in numerose città Italiane, e noi non possiamo restare indifferenti ed inermi nei confronti di una direttiva che prevede l’asta pubblica per gli arenili nel 2015.

Il nostro territorio vede delle eccellenze turistiche proprio incentrate sui lidi del litorale e lacustri, le attività balneari svolgono un importante servizio per la comunità, e con forza chiediamo “l’esclusione delle concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo dalla direttiva servizi”, ossia dall’asta pubblica.

Ci stiamo muovendo creare subito un tavolo di concertazione con gli operatori balneari della Provincia di Viterbo, con un preciso obiettivo difendere un bene prezioso per il nostro territorio: le spiagge e chi ci lavora ormai da decenni.

Non si parla più solamente di problemi riguardanti il rimpascimento delle spiagge e della lotta contro l’erosione. Adesso bisogna combattere contro qualcosa di molto più grande. Una direttiva europea che minaccia la categoria dei gestori e proprietari degli stabilimenti balneari.

“La scelta più opportuna consiste nell’aprire un tavolo di concertazione provinciale che coinvolga gli operatori e i Comuni interessati che possano congiuntamente predisporre e deliberare un documento da presentare alla Regione Lazio finalizzato ad analizzare eventuali stralci ed esclusioni ed ottenere una nuova stesura di una legge quadro sull’intera materia, a tutela delle attività balneari e dell’indotto prodotto in terra di Tuscia.

Questo stiamo facendo e contemporaneamente abbiamo sensibilizzato l’europarlamentare Marco Scurria, sempre vicino e presente sul nostro territorio, perché venga proposta al Parlamento Europeo una proroga alla direttiva.

Occorre dare una risposta certa a migliaia di imprese che costituiscono una delle eccellenze dell’offerta turistica territoriale e che si interrogano sul proprio futuro.

Gianluca Mantuano
Capogruppo Pdl Provincia di Viterbo


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