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Perché mi avete portato la discoteca dentro casa?

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Notte Bianca - La modella Valentina

Notte Bianca - La modella Valentina

La Notte Bianca
La Notte Bianca

La Notte Bianca
La Notte Bianca
La Notte Bianca

La Notte Bianca - Piazza del Comune

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta rivolta all’assessore Enrico Contardo – “De gustibus non disputandum est” dicevano i latini a sottolineare che non tutti i gustibus siano uguali.

Lontana dal voler criticare le “varie forme” di divertimento e ancor meno desiderosa di descrivere la differenza tra vera musica e chiasso assordante, mi sento di dover fare una nota circa l’alternativa (non realizzata) di altre forme di intrattenimento durante la Notte bianca.

Non credo, o meglio non voglio credere, che tutti i viterbesi amino quel genere di musica, rettifico baccano, perché sarebbe un po’ troppo limitativo, anzi denigrante, nei confronti di coloro che hanno una reale percezione di cosa sia la vera cultura.

Che i ragazzi si divertano a ballare “i successi del momento con i loro dj preferiti” è normale ed è per questo che esistono quei locali chiamati discoteche dove possono godere delle soavi note che entrano dritte nel cervello creando forti rallentamenti alle loro sinapsi, scelta loro, ma che la discoteca venga portata direttamente a casa mia lo trovo inammissibile! Ad ogni modo, che intere famiglie si siano divertite in quel caos generalizzato ho i miei dubbi e spero che il buonsenso delle madri le abbia portate a non condurre i propri bambini in quelle piazze animate da giochi non ludici.

Mi sento sinceramente di dire che invece di una serata di incontro e di divertimento sia stata l’ennesima serata di discriminazione culturale per cui se non appartieni alla quella fascia di persone che amano quel tripudio di oscenità non ti resta che rimanere come uno “sfigato” barricato in casa o ancor più costretto all’esodo fuori città.

Auspico che i viterbesi con un po’ di coscienza se ne risentiranno del fatto che la notte delle note tamarre danzanti sia paragonata ad una festa piena di folklore, storia e religione quale è quella di Santa Rosa.

Che il sonnambulismo possa colpirmi presto tanto da non darmi la possibilità di vedere le reflussi gastro esofagei che dalla notte bianca ancora da giorni si trovano in via Matteotti.

Saluti

Paola Spoto


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