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“Pronta a incatenarmi al tribunale”

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Daniela Bizzarri

– “Una morte lenta”.

Così Daniela Bizzarri definisce la vicenda giudiziaria degli otto ragazzi accusati di aver violentato una loro coetanea, nell’aprile 2007, a Montalto di Castro.

L’udienza, la prima del processo, era prevista per ieri mattina, ed è stata rimandata ancora una volta. Un rinvio che la Bizzarri considera l’ennesimo sfregio alla ragazza, quindicenne all’epoca del presunto stupro.

La Bizzarri conosce bene la sua storia. L’ha seguita tutta, come consigliera di Parità della Provincia. Dalla prima denuncia di quattro anni fa, dopo la festa e la passeggiata in pineta in cui sarebbe avvenuto lo stupro, alle innumerevoli udienze al tribunale dei minori. “Una trafila che non ci aspettavamo potesse essere così lunga – dice la consigliera -. Quattro anni per avere giustizia sono decisamente troppi. E il peggio è che, per arrivare a una conclusione, bisognerà aspettarne anche di più”.

A ottobre, infatti, la Cassazione dovrà pronunciarsi sul ricorso avverso l’ordinanza di rinvio a giudizio e rigetto della messa in prova del gup Tripiccione. Se dovesse rigettarlo, il processo potrà iniziare a dicembre. Altrimenti il dibattimento farebbe un salto indietro all’udienza preliminare.

“Finora ho sempre accompagnato la mamma della ragazza in udienza e continuerò a farlo – afferma la Bizzarri -. Quello che temo, però, è che questa vicenda possa diventare un esempio negativo per le vittime di violenze sessuali. Il calvario patito da questa giovane potrebbe spingere altre donne a tacere. A non denunciare. Per non esporsi a pregiudizi e per evitare che la sofferenza continui in un’aula di tribunale. Esattamente come è successo a questa ragazza”.

La consigliera è amareggiata ma combattiva. “Ne abbiamo già discusso con la mamma. Se dovessero esserci altri intoppi o rinvii, ci incateneremo al tribunale. Altri ritardi sono intollerabili”.


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