![]() Un cumulo di rifiuti |
Riceviamo e pubblichiamo – Leggiamo in questi giorni della lodevole iniziativa “Puliamo Viterbo”, nata da chi, per fortuna, ha ancora la forza di indignarsi per il degrado ambientale in cui si trova la nostra città e tutti i suoi quartieri.
E’ sotto gli occhi di tutti i viterbesi l’incuria, la sporcizia che caratterizza le nostre strade, i nostri giardini comunali, il nostro centro storico. Crediamo che questa indignazione che si è sollevata per il degrado che da tempo anche noi denunciamo possa aver trovato finalmente l’attenzione che merita da parte dei nostri amministratori “esperti” della materia, che non perdono mai occasione per elogiare l’attività amministrativa senza accorgersi, però, che tutti i commenti hanno un unico comune denominatore: il fallimento del Comune di Viterbo.
Cogliamo l’occasione per fare una riflessione più ampia della situazione che stiamo vivendo.
1)Viterbo sta scontando il fallimento totale delle amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi anni e che non hanno mai investito in una programmazione in campo ambientale e nella gestione dei rifiuti. Stiamo vivendo un momento di passaggio verso un servizio 100% affidato a privati sia della gestione dei rifiuti che dei servizi cimiteriali, segno che l’unico interesse per il Comune è quello di disfarsi del Cev il prima possibile senza neanche provare a ipotizzare una società mista pubblico-privato.
2)Viterbo sta scontando il fallimento di una programmazione seria sulla raccolta porta a porta. Il sistema utilizzato, e mai seriamente condiviso con gli abitanti dei centri storici, è quantomeno parziale e insufficiente per raggiungere le quote fissate dalla legge visto che non viene differenziata la parte principale dei Rsu, cioè, l’organico. Per non parlare dell’assenza dei centri di raccolta alle porte della città per incentivare gli utenti a conferire i loro rifiuti differenziati e avere sconti sulle loro bollette, se si esclude, naturalmente, la brillantissima idea di collocarne uno in un futuro prossimo nelle vicinanze del cimitero. Ci verrebbe da dire, non solo senza idee, ma per di più senza neanche rispetto dei cari defunti.
E che dire dei nuovissimi cassonetti blu per la raccolta della plastica con l’apertura talmente piccola da farci entrare al massimo una bottiglietta da mezzo litro? Complimenti al progettista e a chi li ha acquistati. Ma poi una domanda. Nel capitolato speciale d’appalto per l’affidamento dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e dei servizi di igiene urbana (le offerte dovevano essere presentate al Comune di Viterbo entro lo scorso 25 maggio), leggiamo che si richiede al futuro gestore di sostituire tutti i cassonetti. Ma, allora, caro assessore Arena, era necessario spendere tutti questi soldi se poi i cassonetti andranno sostituiti nel giro di un paio di mesi?
3)Viterbo sconta soprattutto il fallimento della politica incapace di coinvolgere la cittadinanza verso azioni virtuose, comportamenti corretti, nel rispetto del decoro urbano e di uno spiccato senso civico. Vanno bene le sanzioni, ma proviamo ad interrogarci tutti e, in primis, chi ha governato questa città per così tanti anni se si sia veramente investito sull’ambiente e sul senso civico coinvolgendo tutte le realtà che orbitano nella città, facendole sentire protagoniste di un progetto per rendere Viterbo più vivibile e ancora più bella.
Questo dovrebbe essere il ruolo della politica e di chi ci amministra. Non è un caso che Viterbo è sporca non solo per i rifiuti ma anche per le tante macchine che circolano nel centro storico. Non si accresce il senso civico né si rende Viterbo più bella se si continua a permettere di deturpare le piazze trasformandole sistematicamente ogni sera in parcheggi abusivi. Né sono sufficienti provvedimenti palliativi che riguardano una sola piazza e per un tempo limitato.
Perché non intervenire su piazza del Comune, su via San Lorenzo e su tutto il centro storico? Le amministrazioni dovrebbero operare favorendo comportamenti virtuosi, nella ricerca del bello, del gusto, del rispetto per gli altri, della vivibilità e della sostenibilità ambientale per far sentire tutti, nessuno escluso, parte di una comunità.
Siamo ancora lontani da un’idea di città sostenibile, ma prima o poi il vento di cambiamento soffierà anche da queste parti.
Roberto Innocenzi – Coordinatore circolo Pd di Viterbo Gemma Piacentini
Paolo Felice – Coordinatore provinciale associazione Ecodem Tuscia
