– Rito abbreviato per Fabrizio Marchini.
L’ex sindaco di Graffignano, arrestato per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta Miniera d’oro, comparirà il 28 ottobre davanti al gup Franca Marinelli.
Il fascicolo della procura viterbese su Machini & Co. riguarda l’acquisto di due automezzi da parte del Comune di Graffignano e l’appalto dei lavori alla scuola elementare Lo Gatto. Entrambi risalenti a quando Marchini era primo cittadino.
Quattro gli iscritti nel registro degli indagati. Oltre all’ex sindaco – il solo, tra tutti, a finire in manette – furono inquisiti l’imprenditore del cemento Domenico Chiavarino, in attesa di giudizio nei processi Dazio e Miniera d’oro, Ilvio Boccio, titolare di un’officina ad Attigliano, e Federico Mecali, proprietario di una rivendita di moto.
A Chiavarino viene contestata la presunta tangente intascata per aggiudicarsi l’appalto dei lavori alla scuola. Boccio e Mecali, invece, avrebbero partecipato entrambi alla gara per l’acquisto dei due automezzi da parte del Comune di Graffignano. Gara che, per la procura, sarebbe stata palesemente truccata.
Per tutti, i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci avevano ottenuto il giudizio immediato, fissato per ieri mattina. Ma ora, dopo la richiesta di rito abbreviato della difesa di Marchini, le strade dei quattro imputati si dividono.
Per Chiavarino, Boccio e Mecali l’inizio del processo è slittato al 18 ottobre, per una notifica errata.
Marchini, invece, dovrà esporre le sue ragioni davanti al gup il 28 ottobre.
Ad aprile, subito dopo il decreto di giudizio immediato, il suo avvocato Pietro Pesciaroli depositò la richiesta di rito abbreviato condizionato ad alcuni atti di indagine integrativi, ed eventualmente, il rito abbreviato secco. Per il suo cliente, ora, la vicenda continua in solitaria. L’avvocato Pesciaroli aspetta la prima udienza: “Ora ci difenderemo al processo”.


