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– “La sanità è sempre più debole e la presidente della Regione Lazio Renata Polverini resta a guardare”.
Con queste parole Alessandro Dinelli (Pd) ha aperto la conferenza stampa nella sede del partito democratico di Viterbo.
“La Tuscia sta diventando sempre più suddita di Roma in materia di salute – continua Dinelli -. Il sistema sanitario si sta indebolendo ma nessuno fa niente per evitarlo”.
D’accordo anche il consigliere regionale Giuseppe Parroncini. “Dal primo luglio il reparto di chirurgia dell’ospedale di Acquapendente sarà chiuso – spiega Parroncini -. E’ l’anticamera dello smantellamento. Questa situazione non può essere più tollerata perché la razionalizzazione delle spese nel settore sanitario non può necessariamente legata ad un indebolimento del servizio”.
Negli ospedali viterbesi, Belcolle in particolare, i precari sono tantissimi e le sostituzioni per malattia o per maternità non vengono fatte quasi mai, così come il turn over. “C’è un blocco totale degli organici – continua Parroncini -. Proprio ora che gli infermieri in particolare entrano nel mondo del lavoro con una laurea molto specializzata e sono sicuramente più preparati dei loro colleghi più grandi, non vengono assunti”.
Poi c’è il problema dell’atto aziendale. “Per ora giace in Regione senza che nessuno se ne occupi – aggiunge Parroncini – e intanto ci viene comunicato che dovrà esserne preparato un altro secondo delle direttive dettate dalla presidente Polverini. In pratica quello fatto finora è stato solo un lavoro sprecato”.
“A luglio – conclude Parroncini – visiterò tutte le strutture sanitarie della Tuscia. Come consigliere regionale ne ho il potere e voglio vedere con i miei stessi occhi qual’è la situazione precisa di ogni ospedale parlando direttamente con i pazienti e i dipendenti”.
Uno dei primi effetti deleteri delle chiusure e degli impoverimenti degli ospedali è il conseguente trasferimento dei pazienti nelle altre regioni confinanti. “Da quando l’Andosilla e l’ospedale di Acquapendente sono stati colpiti profondamente dai tagli – dice il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli – molti pazienti se ne sono andati in Umbria e in Toscana. Questo non possiamo permettercelo. La Polverini ci deve delle risposte chiare e complete. Non si possono chiudere pezzi di strutture sanitarie a poco a poco senza far capire in che direzione si sta andando”.



