- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Se la giustizia gira a vuoto…

Condividi la notizia:

I giudici Maurizio Pacioni ed Eugenio Turco

I giudici Maurizio Pacioni ed Eugenio Turco

Il sostituto procuratore Stefano D'Arma

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Massimo Scapigliati

Domenico Chiavarino

Domenico Chiavarino

– Mense, Dazio e Miniera d’oro 2. Tre processi monumentali per corruzione, concussione e turbativa d’asta slittati insieme ad altri due non meno importanti, per sequestro di persona e violenza sessuale.

Una giornata all’insegna del rinvio, quella di ieri, al tribunale di Viterbo. Dei primi cinque processi in programma davanti al collegio del giudice Pacioni, non ne è stato fatto neanche uno.

Tutti i dibattimenti sono stati rimandati a dopo l’estate. Bene che vada, al 20 settembre. Al più tardi il 24 gennaio. La via di mezzo è il 18 ottobre. Peccato, però, che per quel giorno siano già stati fissati almeno altri due processi di vecchia data: quello per il crack della Viterbese e Love’s House, con cinque imputati per sfruttamento della prostituzione. Un’altra storia infinita, che dopo quattro rinvii consecutivi, non riesce ancora a decollare.

Posticipare le udienze per difetti di notifica e incompatibilità sta diventando la prassi, al Palazzo di giustizia viterbese. E ieri il pm Stefano D’Arma lo ha detto a chiare lettere che così non si può andare avanti. Al presidente Pacioni, che chiedeva di aggiungere delle specifiche alle liste testi, D’Arma ha risposto per le rime: “Il vero problema è iniziarli, questi processi, perché c’è il serio rischio che cadano in prescrizione”.

Il caso Dazio è solo uno dei tanti in stato di decomposizione avanzata. I fatti contestati, che riguardano un presunto giro di tangenti per mascherare cave abusive, sono già vecchi di tre anni. Il processo, rinviato a ottobre, è fermo all’ammissione delle prove. Il superteste Scapigliati, che ha patteggiato l’anno scorso e doveva essere sentito otto mesi fa, sta ancora aspettando e, ieri mattina, ha minacciato di non venire più “se continua così”.

Paralisi anche sul fronte Miniera d’oro 2. Il processo per gli appalti truccati al Comune di Graffignano è rimbalzato al 18 ottobre. Rinviato ancor prima di cominciare. Male, ma c’è di peggio. Se Miniera d’oro 2 è al primo stop, il processo mense a Mauro Rotelli è già al quinto.

Quando l’ex assessore fu arrestato correva l’anno 2007. Il dibattimento, che doveva iniziare a giugno 2010, è congelato. In attesa che la Corte d’Appello di Roma si decida a nominare il terzo componente del collegio. Perché di giudici disponibili, ora come ora, a Viterbo, non ce ne sono.

Chi ha fatto il gip prima non può istruire il processo poi. I pochi magistrati viterbesi rischiano di essere incompatibili a un’udienza sì e a quell’altra pure. E i processi vanno avanti così. A singhiozzo. In un reiterato spreco di risorse e di tempo. Tra l’esasperazione di chi si ritrova impantanato nelle lungaggini giudiziarie. Come la 18enne vittima di presunti abusi sessuali che, ieri mattina, di fronte all’ennesimo rinvio, ha inveito contro i giudici e lasciato l’aula in lacrime. Come Rotelli che, alla quinta battuta d’arresto, ormai se lo aspetta, fa spallucce e sul suo profilo Facebook scrive: “Com’è andata? Indovina!”.

Una giustizia che farebbe scappare la pazienza ai santi, figuriamoci ai comuni mortali… imputati, parti offese o testimoni.


Condividi la notizia: