![]() Luisa Ciambella |
Riceviamo e pubblichiamo – Lunedì scorso, nella seduta del consiglio comunale, ho presentato una interrogazione urgente al sindaco per conoscere i numeri dei docenti che Roma ci avrebbe dato per risolvere il problema del tempo pieno in tutte le scuole di Viterbo e provincia, come sostenuto in conferenza stampa dal sindaco Marini e dal presidente della provincia Meroi.
Data la sicurezza con cui si sono espressi mi pareva materia su cui il sindaco potesse argomentare tranquillamente. Mi sbagliavo.
Dopo il voto unanime di tutto il consiglio circa la mozione da me proposta in cui si rappresentava l’impegno a pretendere una deroga da Roma di almeno 50 insegnanti, è apparso quantomeno bizzarro che il Sindaco non fosse a conoscenza delle unità in più avute dall’Ufficio scolastico regionale.
Non era al corrente che l’unico risultato ottenuto, anche e soprattutto grazie alle pressioni fatte dai genitori, è stato quello di una concessione eccezionale per l’utilizzo di 6 insegnanti destinati all’organico di diritto sui 20 della scuola superiore. Concessione che certamente aiuta non certo a garantire il tempo pieno in tutte le scuole che ne hanno fatto richiesta ma a concretizzare il tempo prolungato in qualche scuola.
Cosa dire di fronte all’insolenza di chi è pronto a rimangiarsi tutto in una conferenza stampa dopo che c’era un impegno concreto a farsi concedere la deroga sul modello Lombardia così come sanciva il voto sulla mozione? Cosa racconteranno alle famiglie che a settembre sentiranno sulle loro spalle la inadeguatezza della Politica e il peso delle mancate verità?
Non possiamo restare a guardare.
Quello che chiediamo da quasi due mesi è di metterci tutti dalla stessa parte per tutelare i diritti della nostra terra e per un attimo ci siamo illusi che potesse essere così.
Oggi prendiamo atto dei fatti e non possiamo più indugiare. Ci corre l’obbligo di essere artefici del destino dei nostri figli. Dobbiamo tentare insieme ai sindaci e agli amministratori dei comuni della provincia di Viterbo che hanno aderito , e ai tantissimi genitori che costantemente si sono battuti, di far valere le nostre buone ragioni.
Non c’è più tempo per le chiacchiere, per cercare di persuadere chi poteva fare la differenza e non l’ha fatto. E’ tempo di portare le nostre richieste, legittime e pacifiche, a Roma e lo faremo martedì 21 giugno ritrovandoci alle 10 sotto all’Ufficio scolastico regionale di via Pianciani, 14. Saremo lì animati dall’umiltà e dal senso del dovere che contraddistingue i genitori, gli amministratori della Tuscia e tutti i cittadini che sentono di dover impegnarsi per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni. Ma saremo lì anche e soprattutto con la fermezza di chi non è più disponibile a fare sconti a nessuno.
Luisa Ciambella
Consigliere comunale PD
