![]() Mauro Rotelli con Fabio Rampelli |
|
– Tre sì su quattro. Indicazioni di voto per i prossimi referendum da E’ rabbia è amore.
L’associazione vicina a esponenti Pdl ha messo allo stesso tavolo l’onorevole Fabio Rampelli, Mauro Rotelli, Paolo Bianchini e Maurizio Federici, quest’ultimo da settimane impegnato nel comitato per il sì al referendum contro il nucleare.
Tre sì ai quesiti su acqua e nucleare e un invito a non ritirare la scheda sul legittimo impedimento. Così da non raggiungere il quorum.
“L’acqua pubblica va difesa – spiega l’assessore provinciale Paolo Bianchini – difendendo in questo modo il lavoro di Talete”. Sull’acqua, le idee sono chiare. “Come per le telecomunicazioni – osserva il consigliere comunale Mauro Rotelli – da quando c’è stata la liberalizzazione e la Telecom non è più gestore unico, non ci sono stati più massicci investimenti sulla rete infrastrutturale per passare dal rame alla fibra ottica. Accade in Italia, ma anche altrove.
Altrettanto avverrebbe per il sistema idrico. Solo un grande gestore pubblico può programmare investimenti nelle infrastrutture”.
La contrarietà al nucleare arriva da lontano. “Non certo dalle vicende giapponesi – spiega Bianchini – è una nostra formazione politica e culturale, cui si somma un uso del territorio con centrali che ha portato a una situazione di disagio. Da qui a venti anni il nucleare sarà superato da altre tecnologie con minor impatto”.
Quindi si vota sì per dire no al nucleare. “Un voto che non ha colore politico – osserva Maurizio Federici – il comitato di cui faccio parte è trasversale. Poi occorre buon senso. L’ossido di uranio tra 38 – 50 anni sarà esaurito. Avremmo le centrali e non più la materia prima. Non a caso la Germania sta dismettendo le centrali”.
Dal Pdl sull’argomento c’è piena libertà. “Una campagna difficile – osserva Rampelli – il nostro partito ha dato saggiamente liberà di coscienza e chi ci mette la faccia penso che stia facendo un gran lavoro”. Tre sì e basta.
“Perché il quesito sul legittimo impedimento appare inutile e superato ecco perché diciamo di non ritirare la scheda”.
Sull’acqua: “Noi non siamo contrari alla presenza dei privati, ma deve essere discreta e compatibile con l’importanza di un bene pubblico e inalienabile. Il pubblico deve essere predominante per evitare speculazioni”.
Sul nucleare Rampelli è certo che il popolo di centrodestra sia ampiamente contrario. Lo ha dimostrato la Sardegna.
“Ci siamo già espressi nel referendum del 1987. Pensare a centrali oggi significa avere un ritardo di 24 anni su paesi nuclearizzati. Arriveremmo ad accendere un reattore tra quarant’anni. Arrivando ultimi su una tecnologia che a quel punto, facile immaginare, altri staranno dismettendo”.
Quindi spazio alle energie rinnovabili, ancora poco sviluppate.
Rampelli non teme che raggiungimento del quorum e vittoria del sì possa rappresentare un’altra spallata al Governo. “Siamo già stati sconfitti alle amministrative – osserva Rampelli – una sconfitta benefica, perché ci stiamo rimettendo in modo. Noi dobbiamo pensare alle generazioni future, fare la nostra strada e non rincorrere gli altri”.

