– “Anche oggi un altro omicidio. Tranquilla che ce la facciamo!”.
È il testo del messaggio inviato a M.S., 40enne romena. Compagna, fino al 2007, di Settimio Melaragni, l’immobiliarista 56enne di Capodimonte a giudizio per il delitto della sua ex Daniela Nicoleta Hatmanu, uccisa il 31 gennaio 2008.
L’inquietante sms è spuntato ieri mattina, all’udienza del processo con rito abbreviato a Melaragni.
A inviarlo alla donna, il 29 febbraio 2008, sarebbe stato il direttore di un’associazione cattolica di Roma, alla quale M.S. si era rivolta dopo aver lasciato Melaragni, il 14 ottobre 2007. Proprio il giorno dopo la rapina che l’immobiliarista dice di aver subito, a opera di due malviventi romeni, che lo avrebbero derubato e violentato.
E’ quell’episodio a spingere Melaragni a comprare una pistola. La Beretta 9 per 21 che userà contro Daniela a gennaio 2008, dopo aver scambiato, nel buio, la sua donna per un ladro. Ma per M.S., che era con lui la notte del 13 ottobre 2007, quella violenza sessuale esiste solo nella testa di Melaragni.
A infittire il mistero, ora, c’è l’sms tirato in ballo dalla difesa dell’immobiliarista. Che non sarebbe l’unico contatto tra l’allora direttore dell’associazione romana e la donna.
L’avvocato di Melaragni, Riziero Angeletti, ne ha contati almeno una ventina, tra il 25 febbraio e il 3 marzo 2008. Telefonate, per lo più. E tra queste, il messaggio. Confidenziale quanto macabro perché, a quasi un mese dal delitto della Hatmanu, si parla di “un altro omicidio”. Ma di quale?
L’unico assassinio di una certa importanza, riguardante la Tuscia e avvenuto pochi giorni prima di quell’sms, fu quello di un ristoratore di Monteromano a Santo Domingo: Maurizio De Guidi, 57 anni. Freddato a coltellate nella sua casa di Puerto Plata, forse dopo un tentativo di rapina.
Su quel messaggio, comunque, il direttore, sentito ieri mattina come teste, non ha saputo dire granché. Non lo ricordava. Non sapeva a cosa si riferisse. Né aveva idea del perché lo avesse inviato alla donna.
La sua testimonianza è stata preceduta da quella della coppia di vicini di casa di Melaragni. Entrambi molto legati a M.S.. Soprattutto la donna, con la quale la ex dell’immobiliarista avrebbe scambiato sms molto affettuosi (in alcuni, secondo la difesa, c’era scritto persino “ti amo”).
Erano stati moglie e marito a mettere M.S. in contatto con il direttore dell’associazione romana. Quest’ultimo e il vicino di Melaragni, infatti, si sarebbero conosciuti in quanto entrambi membri del sacro ordine dei Templari.
Il processo a Melaragni proseguirà il 16 settembre, con la requisitoria del pm e l’arringa della difesa. Un’udienza che, finalmente, sarà aperta al pubblico, dopo la richiesta dell’avvocato di Melaragni di non svolgerla a porte chiuse, come tutte le altre.


