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Anche gli agenti della penitenziaria di Viterbo in piazza

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Alcune immagini della manifestazione

– “Piu’ dignita’ e piu’ sicurezza”.

E’ quanto chiedono gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che ieri mattina, a Roma, sono scesi in piazza perche’ “costretti a lavorare in condizioni intollerabili”.

La manifestazione, organizzata a Montecitorio dall’Ugl Polizia Penitenziaria, ha visto protestare gli agenti insieme a comandanti di reparto, esasperati dal mancato ascolto e recepimento di istanze e problemi.

“Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria sono scesi in piazza perche’ costretti a lavorare in condizioni intollerabili e a fare comunque piu’ del proprio dovere, nonostante non vengano loro riconosciuti ne’ la specificita’ di ruolo ne’ lo stesso trattamento girudico-economico delle altre Forze di Polizia”.

Lo ha dichiarato, in una nota, Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, che ieri ha voluto essere presente alla manifestazione.

Nel corso della protesta una delegazione dell’Ugl, composta dal segretario generale e dal segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti, e’ stata ricevuta dal capo della segreteria istituzionale della presidenza della Camera, Alberto Solia, al quale e’ stata illustrata la grave situazione in cui versano i lavoratori e le carceri italiane, insieme alla necessita’ che venga al piu’ presto realizzato un piano straordinario per evitare il collasso del sistema.

E’ stato un incontro importante – spiega Moretti – che ci ha dato la speranza di poter vedere un giorno recepite le nostre richieste. Nel frattempo noi andremo avanti per la nostra strada con una petizione, raccogliendo firme tra i nostri colleghi, e l’applicazione rigida delle disposizioni regolamentari, con cui dimostreremo come senza la buona volonta’ delle agenti e degli agenti puo’ andare in blocco l’intero sistema”.

” Quello che occorre, secondo l’Ugl – continua – e’ un piano straordinario che preveda l’assunzione di almeno 5.000 persone per far fronte ai carichi di lavoro; incrementare e non depauperare come e’ stato fatto negli ultimi 3 anni i fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle carceri ridotti attualmente ad un 50 per cento in meno; adeguamento strutturale e strumentale di risorse e di materiali tecnologici per ottimizzare la vigilanza dei penitenziari e del servizio traduzioni dei detenuti, per almeno 15 milioni di euro per il 2011, utilizzo del fondo comune beni confiscati mafie (circa 15 miliardi nel 2010) per pagamento degli arretrati dei servizi di missione del personale; superamento dei vincoli di bilancio per l’utilizzo delle risorse.

Sanare, come promesso pubblicamente dal ministro Angelino Alfano, la posizione di svantaggio di commissari – conclude Moretti – ispettori e sovrintendenti della Polizia Penitenziaria rispetto ai loro omologhi della Polizia di Stato e del Cfs; revisione del regolamento del Corpo di Polizia Penitenziaria e delle norme ordinamentali che regolano disciplina e mobilita’ nazionale; defiscalizzazione al 10% delle voci stipendiali accessorie, in particolare dello straordinario; introduzione di un sistema di decontribuzione stipendiale in ragione del quoziente familiare e del costo della vita”.


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