Riceviamo e pubblichiamo – La relazione politica del neosegretario Angelino Alfano ci ha entusiasmati. C’è stato un fortisssimo richiamo ai valori del centro destra, come non sentivamo da tempo.
Una stoccata, su questo, alla sinistra, unita dal richiamo alla Costituzione più che da valori fondanti.
Alfano non ha trascurato di valorizzare l’azione del governo, soffermandosi sulle prospettive future.
“Due anni – ha detto il ministro – che ci consentiranno di fare le cose e riprenderci quell’elettorato moderato che, certamente, non è andato a sinistra, ma non ha votato”.
Ha posto anche un forte accento sull’organizzazione del partito, ribadendo la necessità di selezionare meritocraticamente la classe dirigente, dando voce al territorio, con un richiamo alla questione morale. Sarà anche il partito delle regole e delle sanzioni.
Ribadendo l’unità del partito, (si è votato per acclamazione), non ha trascurato di sottolineare il contributo di tutti i cofondatori dichiarando ormai superata la logica del 70/30.
“Il Pdl – ha detto – intende diventare un progetto ancora più ampio, lanciando ad altre forze politiche un messaggio come quello di una costituente. Un messaggio che non ha bisogno di una risposta immediata – ha detto – ma di una risposta meditata”. Il tutto condito da ironia e commozione.
Un’iniezione di entusiamo che i dirigenti viterbesi dovranno, ora, saper comunicare e trasferire ai tanti militanti e simpatizzanti del centrodestra.
Laura Allegrini
