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Apprendistato, importante passo in avanti per i giovani

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Luigia Melaragni (Cna)

Luigia Melaragni (Cna)

– “Il contratto di apprendistato può trainare l’occupazione dei giovani”. Ne è convinta Luigia Melaragni, segretaria della Cna Associazione Provinciale di Viterbo, che accoglie positivamente la notizia dell’approvazione definitiva, nella riunione del Consiglio dei ministri di ieri, del Testo Unico sull’apprendistato, dopo l’accordo in sede di conferenza Stato – Regioni e l’intesa tra il governo e le parti sociali.

“Si mette la parola ‘fine’ ai conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni accumulatisi nel corso degli anni, anche in seguito alla modifica del Titolo V della Costituzione. L’aspetto più importante è sicuramente il riconoscimento incondizionato del ruolo formativo dell’impresa. Per la Cna, costituisce un grande risultato -sottolinea Melaragni- poter mettere a valore in maniera equivalente la formazione in azienda rispetto ai moduli della formazione in aula e attraverso i libri”.

Formazione on the job, dunque, in un quadro di certezze riguardo alle regole, agli oneri e ai costi.

“Riteniamo che il Testo varato possa stimolare, nell’artigianato e nella piccola e media impresa, il ricorso allo strumento dell’apprendistato, ancora poco utilizzato”, osserva la segretaria, citando poi i dati forniti dalla Regione: nella Tuscia, al 31 dicembre scorso, i giovani con contratto di apprendistato professionalizzante erano 7.207 (solo il 34, 7 per cento le donne); di questi, 574, appena l’8 per cento, seguivano corsi di formazione. 153 i titolari di contratto di apprendistato in alta formazione. Secondo lo studio della Regione, i comparti che nel Lazio utilizzano maggiormente questo tipo di contratto sono quelli del commercio, del turismo e dei servizi.

Il Testo Unico varato prevede tre tipologie di apprendistato: apprendistato per la qualifica professionale (possono essere assunti i giovani tra i 15 e i 25 anni di età, con un contratto di durata non superiore a tre anni); apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (interessa i soggetti tra 18 e i 29 anni, ma in alcuni casi il contratto può essere stipulato dal 17° anno, con una durata di non più di tre anni ovvero cinque per le figure professionali dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di riferimento); apprendistato di alta formazione e ricerca (per tutti i settori di attività, pubblici o privati, nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche, il contratto può essere applicato tra i 18 e i 29 anni, in alcuni casi dal 17° anno; la durata per attività di ricerca, per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione è fissata dalle Regioni, in accordo con i soggetti competenti).

“Su queste novità, abbiamo in programma una campagna informativa tra le imprese. Riteniamo che ci siano le condizioni perché l’apprendistato sia uno strumento davvero utile alle realtà che rappresentiamo e contribuisca a dare risposte al problema della disoccupazione dei giovani, drammatica emergenza del nostro tempo”, conclude la segretaria della Cna.

 

E’ previsto un regime transitorio di sei mesi al termine del quale troveranno applicazione le nuove disposizioni, adattate, settore per settore, dalla contrattazione collettiva.


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