![]() Il centro storico |
Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione,
leggendo i giornali di questi giorni vedo come si sia nuovamente accesa la discussione infinita su uno dei più grossi problemi della città: il traffico in centro storico.
Chiudere o non chiudere il centro? A mio avviso non è un discorso che si può fare così superficialmente. Una città è una realtà complessa: ci sono le esigenze dei commercianti, dei residenti, dei turisti, dei giovani, degli stessi automobilisti. Non ci si può svegliare una mattina e dire: “Oggi chiudiamo il centro storico”.
Iniziamo con il mettere in chiaro una cosa. Da quello che si scrive, sembra che a Viterbo non esistano le isole pedonali. Invece non mi pare proprio: da anni ce ne sono almeno due. Quella di Corso – via Roma – piazza delle Erbe – via Saffi – via dell’Orologio Vecchio e traverse e quella di via San Pellegrino e traverse. Entrambe funzionano dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 20. Poco? Sicuramente. Però ci sono.
Da un po’, inoltre, c’è via Marconi chiusa nei giorni festivi e ci sono piazza San Lorenzo e (da meno di un mese, alleluia!) piazza del Gesù aperte al traffico ma con divieto di sosta 24 ore. Questo è il quadro delle isole pedonali a Viterbo.
Allora, quello che voglio dire è: cominciamo da qui per chiudere il centro, “blindiamo” per bene le isole pedonali già esistenti. Facciamole diventare il salotto della città. Il Comune le faccia controllare come si deve, impedisca davvero di entrarvi a chi non è autorizzato. Al Corso e a San Pellegrino solo pedoni, punto e basta.
Perché la realtà che si vede ogni giorno è diversa. Prendiamo via San Pellegrino: da quando il dissuasore non funziona più, ci sono fin troppe macchine che scorrazzano lungo la via principale del più bel quartiere di Viterbo e parcheggiano addirittura nella piazzetta. Transitano persino in senso vietato, entrando dal lato di via San Pietro, dove c’è un bel segnale di divieto d’accesso! Per non parlare di tutte le altre auto intrufolate nei vicoli e nelle piazzette minori, come la bella piazza del Fosso, uno dei teatri di Caffeina.
Stesso discorso nell’isola pedonale del Corso, con auto senza permesso che passano liberamente da piazza della Repubblica o via della Sapienza o nelle traverse.
Quindi, caro sindaco, assessore o chi per voi, partite da qui, dalle isole pedonali “storiche” (che se si considera anche tutto il marciapiede del Sacrario e la nuova piazza Unità d’Italia non sono poche), consolidatele, definitele con opportuna segnaletica in ogni accesso, anche in quelli secondari, allungando magari la chiusura di qualche ora, sia di sera sia di giorno. E poi, gradualmente, si pensi a tutto il resto: ai bus navetta, ai parcheggi, alle altre vie da chiudere o limitare. Perché ce ne sono, e non poche: ad esempio via San Lorenzo e via Mazzini sarebbero da riservare solo ai residenti, non possono continuare a essere così trafficate, e altre piazzette come piazza S. Maria Nuova o piazza della Morte senza macchine diventerebbero dei veri e propri gioielli.
Insomma Viterbo necessita di maggiori zone chiuse al traffico, ma almeno si pensi prima a far rispettare quelle che ci sono già.
Augusto Di Santo
