(G.F.) – Non cambia nulla rispetto al passato, se non offrire agli studenti corsi più attuali e legati alle eccellenze dell’ateneo.
Con l’arrivo dei dipartimenti l’università della Tuscia si prepara a un altro salto di qualità. Facendo da apripista. E’ il primo ateneo italiano ad applicare la nuova norma. Nella pratica tutto rimane immutato.
“Per chi si iscrive ai nuovi corsi – spiega il prorettore Giuseppe Nascetti – non cambia nulla, sono gli stessi. Cambia la didattica, d’ora in poi gestita dai dipartimenti”.
A tutto vantaggio degli studenti. “Con le facoltà – osserva Nascetti – che sono enti amministrativi, c’era mediamente una riunione al mese per organizzare l’attività didattica che comunque non s’integrava bene con quello che avveniva nei dipartimenti. Con questa novità, la didattica si lega alla ricerca. E’ l’unica nota positiva di questa riforma.
Gli studi potranno indirizzarsi meglio verso quelle che sono le aree d’eccellenza del nostro ateneo”.
Un riassetto interno che non cambia nulla, se non in meglio per chi si iscrive. Eppure il fatto che non ci siano più le facoltà ha messo qualcuno in allarme.
“All’atto pratico non scompare nulla – ripete Nascetti – le facoltà non sono entità fisiche, ma amministrative. Chi si iscrive al corso di biologia, diventerà biologo con gli stessi titoli, come prima. E così per tutti gli altri corsi. Lo precisiamo perché non vorremmo che qualche studente decidesse d’andare a Roma, disorientato dal fatto che le facoltà non ci sono più. Qui è tutto come prima, anzi meglio. Del resto anche negli atenei della capitale le facoltà si vanno comunque riducendo”.
A Viterbo, nonostante i tagli non sono state aumentate le tasse. Anzi, chi è meritevole, non le paga proprio.
“Un aspetto da non sottovalutare – precisa il direttore amministrativo Cocullo – nello scorso anno, un discreto numero di studenti ne ha potuto usufruire. Chi si iscrive, partendo dalla votazione ottenuta per la maturità, insieme ad altri parametri può già vedersi ridotto l’importo”.
Dal 12 al 15 settembre torneranno le giornate delle matricole e il 15 le visite ai dipartimenti. A giorni, invece, la pubblicazione della nuova guida dello studente, mentre per tutte le informazioni, oltre alle segreterie, online è possibile accedere a tutto il materiale di cui si ha bisogno.
“Il momento è delicato per le università, specie per le piccole – osserva Nascetti – sopravvivono solo quelle con grandi performance in ricerca e didattica. Finora l’ateneo viterbese può vantare alti standard, un motivo d’orgoglio”.

