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Così si salva l’acqua pubblica

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Bengasi Battisti

–  L’assessore Mattei ci ha comunicato che la Regione sosterrà il nostro Ato, in quanto debole, con risorse economiche da stabilire e da destinare esclusivamente a spese di investimento .

Il sostegno economico regionale , ovviamente da definire , è esclusivamente da destinare alla realizzazione di opere e non potrà essere utilizzato per le esigenze della Talete che sono di copertura per spese correnti (stipendi, forniture ecc. ).

La Talete si salverà se avrà risorse economiche per la gestione corrente ( stipendi . forniture ecc. ) ma la Regione non potrà destinarle a questo scopo perché la Talete è un soggetto giuridico privato nella forma di s.p.a. a totale capitale pubblico e come tale se ricevesse fondi per la gestione corrente produrrebbe procedimenti di infrazione da parte della Comunità Europea (cioè anche multe particolarmente gravose ).

Escludendo categoricamente l’aumento delle tariffe che peserebbero esclusivamente sui cittadini si profila un possibile fallimento della Talete che produrrebbe una inevitabile consegna a società private e così come a Aprilia o come a Arezzo avremo costi elevatissim, scarsi investimenti, vessazioni e definitiva sottrazione di un bene comune indispensabile per la vita delle nostre comunità .

Il favoloso risultato del referendum a favore dell’acqua bene comune ci dice invece che l’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile e all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo sancito anche dalla Carta Costituzionale .

Oggi, grazie al risultato del referendum, potremmo trasformare la Talete in soggetto giuridico di diritto pubblico attraverso la sua ripubblicizzazione .

E’ evidente che i conti della Talete non cambierebbero ma si aprirebbe una nuova possibilità di partecipazione e di protagonismo della Regione Lazio che da sempre sostiene la debolezza del nostro ambito in quanto caratterizzato da tanti km di reti per pochi utenti rispetto alle grandi città che su pochi tratti di rete insistono migliaia di utenti .

Una debolezza che deriva da scelte che la Regione Lazio ha esercitato dal momento in cui ha disegnato i confini del nostro Ambito territoriale ed è la stessa Regione che deve colmare questo deficit e non certo i cittadini ed i lavoratori di questa Provincia .

Un soggetto gestore di diritto pubblico potrebbe ridisegnare e rimodulare un nuovo rapporto con la Regione Lazio anche in termini di partecipazione economica e di fatto lavoratori, cittadini , governi locali, comitati per l’acqua pubblica, vertenze locali potrebbero guardare al futuro senza spettri di infrazioni o di fallimenti ed i risultati referendari troverebbero la giusta interpretazione .

Il sindaco De Magistris ha già iniziato questo percorso deliberando la ripubblicizzazione della società di gestione di Napoli la nostra conferenza dei sindaci potrebbe fare altrettanto .

Alle apertura su questa ipotesi del presidente Meroi, dell’assessore Mattei e di altri sindaci, avvenuta all’assemblea dei sindaci del 18 luglio, si aggiungeranno sicuramente discussioni ed approfondimenti nei singoli consigli Comunali affinché in tempi rapidi si possa discutere in un preciso ordine del giorno: la trasformazione della Talete S.p.a. in soggetto giuridico di diritto pubblico, con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione.

Bengasi Battisti
Sindaco di Corchiano


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