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“Di Toro si deve dimettere”

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Pierre Di Toro

Pierre Di Toro, presidente della Francigena

Riceviamo e pubblichiamo – In occasione della visita del nostro segretario nazionale Francesco Storace a Viterbo, il 27 novembre dello scorso anno, questa federazione decise di comunicare alla città la svolta politica sancita dalla nuova segreteria provinciale e approvata all’unanimità dal gruppo dirigente. Sottotitolammo il manifesto dell’evento “Proposte e idee per il rilancio di un territorio abbandonato dalla politica”.

Senza peli sulla lingua, denunciammo già da allora l’affiorare nei viterbesi di un profondo malessere, legato alla percezione che i comuni mortali (per intenderci coloro che non hanno un santo in paradiso) avevano maturato da tempo sulla reale volontà da parte della maggioranza, regnante al Comune eppur fiduciosamente confermata di recente in Provincia, di compiere un coraggioso salto di qualità.

Già da allora, i personalismi e gli individualismi di molti ras del Pdl e dell’Udc avevano scoperto il fianco di una compagine che, se guidata ottimamente, avrebbe potuto intraprendere facilmente la strada della rinascita del nostro territorio.

Egoismi di corrente esplosi nel nauseante spettacolo regalato agli elettori in occasione della recente tornata elettorale, fatte salve rare eccezioni come quella di Oriolo Romano dove La Destra con Gabriele Caropreso ha cercato di compattare e guidare la coalizione, e dove l’opposizione ora funziona a tamburo battente.

Come nauseante è lo spettacolo offerto quotidianamente da alcuni elementi della maggioranza sia in Comune che in Provincia, dal quale, è bene chiarirlo una volta per tutte, ci dissociamo senza se e senza ma, avendo dato parere positivo al passaggio in minoranza dell’unico nostro rappresentante in Comune, il consigliere Turchetti.

E’ notizia di ieri la pessima figura fatta dalla maggioranza in consiglio comunale, dove è emerso un preoccupante e avvilente disinteresse dei suoi componenti nei confronti del proseguimento dell’attività di governo della città.

La domanda sorge spontanea: dove eravate quando c’era da decidere su un argomento reale e tangibile (vedi Cev) che interessa i viterbesi?

I consigli comunali non si disertano. Quando si tratta dei soldi dei cittadini la litigiosità si mette da parte e ci si comporta degnamente: è opportuno che teniate a mente che ci sono persone perbene che vi hanno scelto per rappresentare le loro istanze, e che vi stanno osservando stupefatti e schifati da siffatta inazione strategica a fini personali.

Così come sarebbe opportuno avere il coraggio di azzerare certi cda come quello della Francigena, dove a fronte di una evidente incapacità organizzativa e gestionale nel trasporto urbano, a spese della dignità di chi ci lavora, si ha l’ardire di incrementarsi le prebende anzichè mostrare sobrietà: cosa volete che pensino i cittadini di tutto questo? La maggior parte di loro tira la cinghia come tutti in questo periodo, e osserverebbe che in qualsiasi azienda pubblica o privata con questi risultati si viene messi alla porta.

Ed è alla luce di questo grave accadimento che siamo a chiedere le dimissioni immediate del presidente del cda di Francigena.

La politica è un’altra cosa: gente come voi non serve al bene della Polis. Sembra di assistere ad una sorta di Crepuscolo degli Dei, che stentano a rendersi conto della fine di un ciclo, che pure molto diede a Viterbo. Ma state implodendo, e con conseguenze pesanti per il territorio. E dovete andare a casa.

E’ un’altra Destra che ve lo chiede, quella che non ha mai tentennato o tradito, leale solo verso gli interessi della comunità tutta.

A cominciare da un vero termalismo, dall’edilizia sociale, dalla protezione del territorio da scorribande speculative, da provvedimenti seri per l’agricoltura, dalla valorizzazione dei siti archeologici, da un vero pretendere nelle sedi competenti il compimento delle opere di viabilità essenziali per un vero sviluppo, da uno smarcarsi definitivo e sostanziale dalla politica romana, che ha sempre considerato Viterbo una riserva di caccia, ricordando ai “colonizzatori” che la provincia di Roma finisce prima di Monterosi, e che quella di Viterbo ha interessi diversi dai loro. Questo, secondo la Destra viterbese, è restituire la P maiuscola alla parola “Politica”.

E non servono miracoli, bastano il buon senso e il coraggio, elementi dei quali oggi, salvo rare eccezioni, non v’è traccia.

 

Umberto Ciucciarelli
Vicesegretario comunale de La Destra di Viterbo


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