Riceviamo e pubblichiamo – Al sindaco del Comune di Acquapendente
La situazione del nostro ospedale ci sembra, allo stato attuale, molto grave se non addirittura compromessa, a causa della macroscopica confusione gestionale, della disattenzione se non latitanza di tutti i responsabili politici nazionali, regionali e provinciali.
E mentre risposte positive hanno, giustamente, avuto i presidi di Tarquinia, Civita Castellana, Ronciglione e Montefiascone, per Acquapendente, presidio più disastrato di tutti e in posizione di massima necessità, nessuna risposta è pervenuta in merito alle modifiche unanimemente formulate alla Regione, per tramite del D.G. della ASL di Viterbo, dalla conferenza provinciale dei sindaci, su proposta pienamente condivisa da tutti i sindaci del comprensorio. E’ stata attivata soltanto la demolizione effettiva e pervicace, quanto confusa, dell’ospedale senza riguardo alcuno per la salute dei cittadini.
Inascoltate sono state le puntuali e documentate segnalazioni del comitato pro ospedale. Non è più tempo di tentativi e di attese: servono scelte forti che scuotano dal torpore le autorità.
La giusta e dolorosa difesa dell’ospedale è stata programma di tutte le forze che hanno partecipato alle recenti elezioni comunali. Tutti abbiamo concordato che il comprensorio dell’Alto Lazio ha diritto al distretto e ospedale montano, unica realistica e convincente risposta alle legittime aspettative della popolazione.
Questa deve essere la richiesta vera che dobbiamo in maniera rigorosa rivolgere alla Regione: l’ospedale di Acquapendente, l’ospedale di tutto l’Alto Lazio, che dista circa settanta chilometri da Viterbo-Belcolle, con tempi di percorrenza di circa novanta minuti (con tutto quello che ciò deve significare per la salute dei cittadini bisognosi di urgente assistenza) non c’è più.
Ed allora è venuto il tempo di sostenere la suddetta unica e giusta richiesta con il dovuto rigore e con la serietà istituzionale che ci impone il massimo rispetto per i cittadini.
Per questo offriamo la proposta delle nostre dimissioni da consiglieri comunali, invitando i colleghi della maggioranza a fare altrettanto, provocando cosi la decadenza del consiglio comunale di recente rinnovato.
Questo rappresenta, a nostro giudizio, l’unico modo serio e responsabile di agire nei confronti della Regione a concreta tutela del bene più prezioso che siamo tenuti a garantire ai nostri concittadini: la salute.
Franco Ferri
Alessandro Brenci
Aldo Bedini
Sergio Iacoponi
