Riceviamo e pubblichiamo – Siamo a 10 giorni dal fatidico 31 luglio 2011, giorno dopo il quale se i soci della Talete spa non approvano il budget di gestione del 2011 , dovrebbero essere consegnati in tribunale i libri contabili della società, quindi siamo a 10 giorni dal fallimento della Talete spa (ipotesi più volte paventata da più soggetti politicamente ed amministrativamente importanti); siamo a 10 giorni dal fallimento della più grande azienda pubblica viterbese, la quale fornisce ai viterbesi il bene primario dell’acqua.
Bene, a 10 giorni “dall’ultimo giorno” i soggetti sociali e politici viterbesi – partiti, sindacati, istituzioni pubbliche -sono tutti a domandarsi perché, tutti a distribuire colpe, tutti a fare proclami, ma nessuno, e dicesi assolutamente nessuno, a dimostrare fattivamente la volontà di studiare, cercare, e magari perche no, trovare una soluzione che possa risolvere i problemi della Spa pubblica che gestisce il servizio idrico.
Sulla stampa si legge, giustamente e doverosamente, la preoccupazione di alcuni uomini politici per alcune realtà occupazionali a rischio, ma è assordante il silenzio intorno a quello che potrebbe diventare un grosso, grossissimo problema occupazionale per i 160 dipendenti della Talete spa.
Non vorremmo che i soggetti sociali e politici viterbesi si stessero preparando a piangere un nuovo morto, senza aver attuato sforzo alcuno per curare e salvare l’ammalato.
Non vorremmo che per l’ennesima volta siano tutti pronti a chiudere la stalla dopo l’oramai uscita dei buoi.
Alfonso Gioia – Pietro Paolo Anselmi
Federenergia