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Ferento, è di scena Aulularia

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Franco Oppini

Franco Oppini

Va in scena “Aulularia” con Franco Oppini, Enzo Garinei e Gegia per la regia di Maurizio Annesi.

Il teatro romano di Ferento per la stagione promossa dalla Provincia di Viterbo e organizzata da Consorzio Teatro Tuscia, presieduto da Patrizia Natale e Unindustria Confindustria Viterbo, presieduta da Domenico Merlani, domani sera, sabato 30 luglio alle 21,15, torna a ospitare una commedia di Plauto (spettacolo in cartellone giovedì28 e rinviato per il maltempo).

Aulularia è sicuramente una delle commedie più conosciute e rappresentate di Plauto. Appartenente al periodo della maturità del commediografo latino, la sua datazione è stata fissata nel primo decennio del II secolo a.C. E’ inoltre, tra le commedie plautine, una di quelle che ha ispirato la drammaturgia posteriore sul grande tema dell’avarizia.

Un irresolubile taccagno, una serva-concubina e il servo scaltro animano questa commedia, tra le più gradevoli e ricche di vis comica, con una schiera di personaggi dipinti dal commediografo con impareggiabile maestria. La storia, ambientata ad Atene, vede Euclione , taccagno impenitente, diventare improvvisamente ricco per opera del lare protettore della famiglia, che gli indica, sepolta nel giardino della sua casa, una pentola piena di monete d’oro. Il taccagno divenuto quindi improvvisamente ricco, trasforma il suo status: da povero a spilorcio, sospettoso di tutto e di tutti, persino di Uva, la sua serva-concubina, considerandoli potenziali ladri della pentola.

Ma tra tutti i sospettati, il suo servo Trottola compie l’impresa di rubare la pentola facendo piombare Euclione nella disperazione più nera che nulla sembra alleviare. In una girandola di situazioni, in cui il genio plautino fa emergere i lati più nascosti dell’animo umano, si svolge tutta la vicenda ricca di intreccio, di movimento e di personaggi, alcuni che rappresentano i sani valori, altri quelli malvagi.

Una commedia ricca di colpi di scena e di parti esilaranti, dove però trova spazio anche la riflessione sul doppio animo dell’uomo, l’eterno conflitto tra il bene e il male, sempre con la consueta e inimitabile graffiante ironia del grande autore.

“Il nostro allestimento – scrive Annesi nelle note di regia – mette in risalto il grande gioco della vita dove tutti i personaggi concorrono alla giostra dell’umanità, con i loro vizi e le loro virtù, ma sempre con l’occhio benevolo dell’ironia e della consapevolezza che, alla fine, tutti dobbiamo fare i conti con le nostre debolezze e con il fatto che presto o tardi, poco o nulla rimarrà di noi.

Una grande commedia, a cui si aggiunge il fatto che l’epilogo finale scritto da Plauto non ci è pervenuto; e questo ne fa motivo di attrazione perché ci permette di poter concludere la storia mettendoci un poco della nostra visione della vita

Franco Oppini ha debuttato come comico nel gruppo cabarettistico e musicale “I Gatti di Vicolo Miracoli”, con cui è rimasto fino al 1985. La sua carriera da solista è proseguita come attore sia di televisione, lo ricordiamo tra le altre cose in “Nonno Felice” con Gino Bramieri e “Avanspettacolo”, che di teatro: “Nei panni di una bionda”, “Bersagli di vetro”, “Re Lear” e altri.

Enzo Garinei, prolifico attore teatrale, televisivo e cinematografico, è uno dei principali caratteristi del panorama italiano. È fratello del noto commediografo e regista teatrale Pietro Garinei.

Nel teatro leggero ha partecipato spesso agli spettacoli di Garinei e Giovannini; le sue più recenti performance (nel 2008 e 2009) lo hanno visto tra i protagonisti di “Facciamo l’amore”, a fianco di Gianluca Guidi e Lorenza Mario.


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