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Francigena, i numeri dimostrano la buona gestione

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Giovanni Bartoletti

Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta il Pd ha giocato coi numeri per delegittimare l’operato della società Francigena.

Qualche giorno fa, prima in commissione poi in consiglio, un consigliere della minoranza ha tirato fuori dal suo abbecedario una serie di dati sul trasporto pubblico locale sostenendo il fallimento delle strategie poste in essere dall’amministrazione comunale e dalla Francigena.

In buona sostanza il rappresentante del Pd ha gridato allo scandalo cercando di dimostrare che a fronte di un aumento del costo dei biglietti c’era stato un calo di circa il 30/40% della vendita degli stessi con un pesante ammanco per le casse societarie.

In molti, anche nella minoranza, si sono chiesti da quali fonti provenissero i dati sbandierati dal prodigo consigliere, noi, invece, in attesa di una risposta abbiamo chiesto a Franchigia i dati ufficiali.

Ebbene, udite udite, ancora una volta i fatti contraddicono sostanzialmente le suddette affrettate affermazioni.

I biglietti venduti nelle varie decine di punti vendita cittadini sono pari a circa 60.000 per il primo semestre 2011 (con l’operatività del nuovo piano TPL).

Su base media semestrale, nell’anno precedente (vecchio piano del TPL), erano invece pari a circa 51.000 sempre nei punti vendita.

Se si tiene invece conto anche dei biglietti venduti a bordo degli autobus, il dato del 2010 e quello del 2011 sostanzialmente si attestano in entrambe i casi su circa 62.000 biglietti venduti.

Quindi, nonostante i fisiologici aumenti, i dati di vendita rimangono pressoché invariati.

Idem per gli abbonamenti: quasi 5.000 per il primo semestre 2011e altrettanto per la media semestrale del 2010. Insomma il Consiglio d’amministrazione e l’’assessorato al TPL non hanno lavorato così male: parità sostanziale di utenza tra vecchio e nuovo piano TPL, ma contestualmente a tutti i vantaggi del nuovo piano:

– allineato il servizio di trasporto pubblico locale alle indicazioni del Piano d’azione diffuso nel 2009 dal Commissariato ai Trasporti dell’Unione Europea;

– aumentata l’«ecologicità» del trasporto riducendo di oltre 100 tonnellate annue le emissioni di CO2 (biossido di carbonio/anidride carbonica), con particolare riguardo al centro storico della Città di Viterbo (limitando a mezzi a basso impatto ambientale i passaggi in Via Garibaldi e Via Cavour);

-abbattuto l’impatto delle vibrazioni e quello acustico arrecabile da mezzi «pesanti», che usurano vie critiche e palazzi storici del centro Città (Via Matteotti, P.za della Rocca, etc.);

– azzerati i passaggi in vie a rischio di fessurazioni e cedimenti strutturali (Via S. M. Liberatrice, Via Cairoli, Via Ser Monaldo);

– aumentata la velocità (con linee più «dirette») e dunque migliorato il servizio all’utenza, con particolare riguardo a quella delle frazioni periferiche;

– ridotti gli sprechi economici connessi a chilometraggi pressoché privi di fruitori (Faul, Tangenziale ovest, etc.) per alcune decine di migliaia di litri di carburante;

– livellato il chilometraggio complessivamente percorso alla programmazione regionale, garantendone così l’allineamento alla determinazione della copertura economico-finanziaria prevista in materia di contributi pubblici;

-assicurato il servizio alle stazioni ferroviarie del territorio comunale;

– consentito un rapido accesso/deflusso al centro città (dalla direttrice Rosselli-Marconi) alternativo all’uso dell’auto;

– garantita la fruizione delle opportunità d’intermodalità del territorio (Pietrare, R. Capocci, Sacrario, stazioni ferroviarie, Via Garbini, terminal Riello, etc.);

– aumentata la copertura del territorio (Santa Barbara, Bagnaia, S. Martino, Grotte S.S., Roccalvecce, Vallebona, Fastello, Montecalvello, Terme, Barco, Cappuccini, Carmine, Salamaro, stazioni ferroviarie, etc.) nei giorni festivi, ottimizzando al contempo l’integrazione dei percorsi (a Riello, R. Capocci, P.ta Romana, etc.);

– liberato il centro cittadino nelle giornate non lavorative, assicurandone al contempo il raggiungimento con linee che «costeggiano» le mura (P.ta Fiorentina-P.za Gramsci, R. Capocci, P.ta d. Verità, P.ta Romana, P.ta S. Pietro, Vico Squarano, Carmine, S. Paolo);

– massimizzato il coordinamento delle corse con gli orari del sistema scolastico.

Insomma se con la politica si può dire tutto e il contrario di tutto con i numeri bisogna stare un po’ più attenti.

Giovanni Bartoletti
assessore al trasporto pubblico locale


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