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Il Bullicame si rifà il look

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Umberto Fusco, Giulio Marini e Anna Coppola

Umberto Fusco, Giulio Marini e Anna Coppola

Giulio Marini e Anna Coppola

Giulio Marini e Anna Coppola

Franco Cordelli

Franco Cordelli

–  I segni del tempo non si cancellano in un giorno, ma in tre mesi qualcosa si può fare.

Tanto ci vorrà al parco del Bullicame per riemergere da uno stato d’incuria cui solo in parte è stato sottratto affidandolo a un’associazione. Che pensa all’ordinaria amministrazione. Per la straordinaria, c’è il progetto voluto da Comune, fondazione Carivit, università e orto botanico.

Lavori al via entro la settimana e fino ad agosto, seconda fase tra ottobre e novembre. Obiettivo: valorizzare e riqualificare l’intera area. Attraverso sei interventi principali, più altri accessori.

Partendo dalla vegetazione selvaggia che sta conquistando troppi spazi.

“Poi – spiega Anna Scoppola, ordinario di Botanica ambientale applicata – saranno asportati i blocchetti di tufo per i camminamenti, posizionati all’epoca. Idea non completata, oggi sono rimasti i cigli che nel contesto non c’entrano. Si estendono per un chilometro e 800 metri.

I tufi saranno utilizzati per riempire la vasca grande, riducendola, mentre il laghetto diventerà una zona rocciosa con piante tipiche e travertino.

Il boschetto nella zona meridionale sarà incrementato e lì saranno spostati anche i grossi blocchi in peperino”.

Le vecchie pozze poi saranno ripulite asportando la parte organica e le piante, con la speranza un giorno di poterle di nuovo riempire d’acqua.

Intanto, sul flusso stanno per partire controlli capillari. Lo ha anticipato all’incontro di presentazione Giuseppe Pagano, direttore delle miniere. Sarà monitorato e possibilmente messo in rete.

Partono i lavori e i frequentatori dovranno ingoiare il rospo. Per motivi di sicurezza il Bullicame rimarrà chiuso, ma come spiegato, un altro periodo non era possibile.

Ingoieranno il rospo, ma non quello che vive nel parco. Si è scoperto che è di una razza protetta e per lui si prepara una convivenza con i bagnanti.

“Il Bullicame è un’area di grande interesse – spiega il sindaco Giulio Marini – ma usata male da alcuni cittadini. Prima abbiamo pensato alla sistemazione e messa in sicurezza e ora proseguiamo”.

Con la presenza della fondazione Carivit, il cui presidente Franco Cordelli ha ricordato gli ultimi interventi in ordine di tempo in città, il recupero dell’ex mattatoio e quello della facciata alla chiesa di San Faustino.

“C’è il Bullicame – spiega il consigliere Umberto Fusco – ma anche il piano agricolo termale, che ci darà una mappatura da nord a sud della situazione e l’approvazione della società chiamata a gestire al 50% con la Regione le ex terme Inps. Il termalismo va avanti”.

Il progetto del Bullicame in qualche modo s’inserisce nell’orto botanico, creando quasi un tutt’uno. Un parco urbano che ha anche un logo e un progetto di comunicazione, curato da Gabriele e Francesca Pulselli, perché tutto non resti solo nella carta.


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