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Il sindaco venga incontro agli alluvionati

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Nubifragio a Ronciglione

Nubifragio a Ronciglione

– La terribile alluvione del 5 luglio continua a mietere incolpevoli vittime.

Dopo aver richiesto alla Regione Lazio con urgenza il riconoscimento dello stato di calamità naturale in favore del territorio ronciglionese, il sindaco Sangiorgi, con eguale celerità ma con inspiegabile durezza, ingiunge ad alcuni incolpevoli concittadini l’esecuzione di tutte una serie di opere comportanti ingenti spese (analoga ordinanza, con lo stesso tono, ha interessato anche i proprietari del palazzo in via Garibaldi oggi, dopo anni, ancora inagibile).

Trattasi, più in particolare, dei proprietari di quelle unità immobiliari poste in piazza degli Angeli purtroppo devastate dal torrente di acqua e fango proveniente da più parti del paese e che ha trovato nel borgo vecchio – proprio lì dove si trovano le nostre comune origini – il suo efferato e distruttivo sfogo.

Nella sua ordinanza il sindaco ingiunge ai malcapitati proprietari di effettuare entro 60 giorni tutti i lavori necessari ed indispensabili per ripristinare il precedente stato di fatto, il tutto sotto la supervisione di tecnici che certifichino l’esecuzione a regola d’arte degli stessi lavori e la conformità a legge delle strutture e degli impianti.

Sia chiaro, il sindaco non è certamente responsabile delle avverse condizioni meteorologiche – per noi, infatti, non vale il comune detto popolare “piove, governo ladro!” – e bene ha fatto, per motivi di salvaguardia della pubblica e privata incolumità, a disporre lo sgombero precauzionale delle abitazioni in questione ma, francamente, rimaniamo sconcertati della restante parte dell’ordinanza con la quale il sindaco Massimo Sangiorgi ha imposto a dei soggetti già duramente ed incolpevolmente colpiti dagli eventi naturali un’urgente ed ingente spesa della quale, bontà loro, avrebbero certamente fatto a meno.

A questo punto è lecito chiedersi: non sarebbe stato più opportuno – quantomeno per mero spirito di quella solidarietà umana e civica che dovrebbe permeare ogni collettività locale – cercare di concertare con i diretti interessati tempi e modalità di esecuzione dei necessari lavori di ripristino?

Non sarebbe stato il caso, ancora, di mettere gratuitamente a disposizione dei destinatari dell’ordinanza almeno i professionisti dell’ufficio tecnico comunale così sgravando i nostri sfortunati concittadini delle relative spese tecniche?

E perché, quindi, non rifarsi o comunque prendere spunto da passate positive esperienze di solidarietà civica come allorquando l’amministrazione comunale si fece carico di significativi contributi alle vittime di passate alluvioni o provvide al pagamento delle spese tecniche di verifica della regolare staticità di alcuni palazzi di via Aldo Moro minacciati – per fortuna infondatamente – dal pericolo di un imminente crollo?

Confidiamo che il sindaco, nel suo ruolo di primo cittadino ma anche di garante dei diritti e delle necessità della popolazione locale e comunque nell’irrinunciabile esercizio delle sue doverose prerogative di buon pater familias, voglia urgentemente riconsiderare il proprio provvedimento all’uopo venendo incontro alle necessità ed ai bisogni dei nostri concittadini più sfortunati.

Il circolo di Ronciglione del Pd e Sel di Ronciglione


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