– Non si conoscono ancora le misure per l’autotrasporto contenute nella manovra economica correttiva del governo. C’è però una certezza: la decisione, annunciata la scorsa settimana dall’Agenzia delle Dogane, di aumentare, in quattro giorni, le accise sui carburanti di 8 centesimi il litro.
Contro il provvedimento, la reazione della Cna Fita non si è fatta attendere: per il 25 luglio è stata indetta una manifestazione nazionale di protesta. “Raccogliamo l’appello del presidente della Repubblica al senso di responsabilità, quindi non proclamiamo il fermo dei servizi. Ma vogliamo rendere evidenti il dissenso e le ragioni del nostro mondo”, è la posizione dei dirigenti dell’Unione che rappresenta le aziende di trasporto merci e persone.
Aderisce all’iniziativa la Cna Fita di Viterbo. “L’incremento delle accise peserà per oltre 1.000 euro l’anno su ciascun mezzo, se teniamo conto dei valori medi di percorrenza e di consumo forniti dal Ministero dei Trasporti. Ancora una stangata, che riguarda non solo gli imprenditori in conto terzi monoveicolari al di sotto delle 7 tonnellate e mezzo, ma -spiegano all’associazione- anche quelli con un mezzo di portata superiore alle 7,5 tonnellate. In questo secondo caso, infatti, l’esclusione tramite il rimborso appare una presa in giro.
Per loro, la spesa da anticipare in attesa di un rimborso, oneroso e complesso come pratica amministrativa, si traduce in un pesante esborso annuale. Se ci spostiamo sulle imprese più strutturate, l’onere del provvedimento cresce in modo esponenziale. Per non parlare del trasporto pubblico locale, ovvero di taxi, noleggio con conducente e bus turistici: in questi casi, niente sconti”.
Si deprimono ulteriormente, secondo la Cna, imprese già penalizzate dalla congiuntura economica negativa e dal costante incremento del costo del carburante, dei pedaggi e delle assicurazioni. E’ notizia proprio di questa mattina l’ennesimo rialzo dei prezzi sulla rete carburanti italiana.
“E’ sicuramente giusto e doveroso finanziare il Fondo per lo spettacolo e le emergenze umanitarie del Nord Africa. Ma per queste finalità non si possono sottrarre risorse a chi è già allo stremo e compie ogni giorno enormi sacrifici per garantire comunque professionalità nella fornitura di servizi. Colpire l’utente della strada, considerandolo alla stregua di un bancomat, equivale a colpire l’economia del nostro Paese”, sostiene la Cna Fita.
Intanto Unatras, l’Unione nazionale che riunisce la associazioni dell’autotrasporto merci, esprimendo forte preoccupazione per i risvolti negativi di questo aumento, ha chiesto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di fissare con urgenza un incontro. In questa sede, il governo sarà chiamato anche a chiarire i contenuti della manovra economica correttiva.