Riceviamo e pubblichiamo – Caro Marcello, apprendo ora della vostra conferenza stampa per la chiusura del centro antiviolenza di Erinna, e intervengo solo esclusivamente perchè sono stata chiamata in causa, e per spiegare a te e alla cittadinanza alcune questioni, proprio in virtù di una sana trasparenza, alla quale tu, giustamente fai sempre appello.
Ritengo che tu non abbia ben letto o compreso quello che io ho scritto, e quindi te lo sottolineo: ero certa che dopo la tua visita al centro Erinna, ti fossi reso conto della loro dedizione, ma soprattutto della mole di lavoro che producevano sul territorio per tutte le donne con problemi di violenza, e voglio sottolineare tutte, e che non avresti avuto dubbi sul permettere loro di continuare un lavoro pregevole; l’altra cosa che avevo sottolineato, era che la convenzione scadeva nel 2012, e pertanto non era in scadenza, ma da voi disdettata; altra cosa che avevo fatto notare era che alcuni giornali avevano addebitato la chiusura al fatto che Erinna era vicino politicamente al centro sinistra, ed io ho sostenuto che qualsiasi donna che subisce una violenza, non ha colorazione politica, ne nessuno gliela deve chiedere.
Ecco perché rimango esterefatta dalla vostra affermazione: “chi sa se il centro Erinna fosse stato di destra, avremmo fatto la stessa battaglia.”
Per quanto mi riguarda, caro Marcello, o non mi conosci bene, o non mi vuoi conoscere, perché sai benissimo che quando c’è di mezzo la dignità di una donna, possa essere essa di destra o di sinistra, io sono sempre dalla sua parte, e non ho neanche esitato a sparare a zero, anche su chi a me vicino politicamente, quel rispetto e quella dignità gliela aveva negata.
Ora però sorge a me un serio dubbio: come mai tutte le donne e gli uomini, a voi politicamente vicini, che ricoprono cariche istituzionali, sono stati tutti muti, in silenzio, non ti vorrei rigirare le tue conclusioni “sarà una malignità?”
E’ mai possibile che in questa città e in questa provincia, tutto, anche le priorità più importanti debbano essere valutate sulla base di una determinata colorazione politica? Sarebbe tanto difficile unirsi in modo civile e unitario e condividere progetti che possano aiutare le condizioni della nostra collettività?
Ultima cosa per sgombrare il campo: ieri parlando telefonicamente con la presidente del centro Erinna, ho appreso che da Roma, le hanno suggerito di rivolgersi alla nuova consigliera di parità nuova Maria Antonietta Russo.
Poiché questa cosa si è ripetuta in altre circostanze, voglio precisare che fino a nuova designazione, e nomina del ministero competente, sono sempre io la consigliera di Parità, e chi ha bisogno, sempre a me si deve rivolgere. Tanti lo fanno in ogni caso, ma chi lo faceva istituzionalmente può e deve continuare a farlo.
Daniela Bizzarri Consigliera di parità della Provincia di Viterbo
