– La Provincia non vuole chiudere Erinna, semmai tenta di dare un taglio alle polemiche.
Quindicimila euro palazzo Gentili li ha già erogati, e l’altra metà sono stati stanziati con delibera dello scorso otto giugno. Arriveranno a giorni. Per il futuro, si va a bando pubblico, come prevede la legge. E non più “alla buona”.
Dopo la sommossa partita dal web alla notizia che l’associazione che si occupa di violenza sulle donne chiude, stamani, convocazione lampo di una conferenza stampa in Provincia per spiegare la situazione. “Erinna – dice Meroi – svolge un ottimo lavoro e con l’ente ha una convenzione triennale, usufruendo di fondi propri della Provincia, visto che non può accedere ai 40mila euro regionali, riservati ad associazioni che possono anche ospitare le donne”.
Mancando il requisito di residenzialità, nel 2006 la Provincia ha deliberato uno stanziamento proprio. “Non contesto il metodo – osserva Meroi – noi abbiamo già versato 15mila euro e altrettanti arriveranno a giorni, la delibera è dell’8 giugno e mediamente occorre un mese prima dell’accreditamento. Non è una cosa decisa oggi o ieri”.
Totale trentamila euro. Gli ultimi, perché scaduta la convenzione, d’ora in poi si cambia. Per Erinna e per tutti gli altri contratti. “C’è una delibera dello scorso dicembre – precisa Meroi – in cui abbiamo deciso come ogni richiesta di contributo debba andare tramite bando pubblico. E’ la legge a stabilire che non è più possibile rinnovare contratti in scadenza automaticamente. Tutto questo scandalo per il fatto che un ente pubblico che gestisce soldi pubblici, voglia affidarli con criteri pubblici, mi sembra molto strana.
Noi non vogliamo chiudere Erinna. Abbiamo detto esattamente il contrario. L’associazione può partecipare e non so se ci saranno altri soggetti che vorranno concorrere. E’ un percorso trasparente.
Il rinnovo automatico non è possibile. Tra l’altro, i responsabili di Erinna sono al corrente da mesi di questa situazione”.
Il bando tenterà d’assegnare i 40mila euro regionali per associazioni che avessero eventualmente la possibilità di ospitare donne in difficoltà, mentre rimangono i 30mila euro della Provincia per le altre che non hanno il requisito della residenzialità.
“Noi potremmo scegliere chi ci piace – dice ancora Meroi – invece ci penserà una commissione a decidere. Se sarà Erinna, tanto meglio. Non potevamo rinnovare l’intesa, avremmo rischiato d’incorrere nei ricorsi da parte di altre associazioni”.
Da domani un percorso trasparente e fino a oggi: “Quei fondi – sottolinea l’assessore Paolo Bianchini – sono stati dati alla buona dall’amministrazione Mazzoli.
La nostra amministrazione indice una gara pubblica e subito arrivano decine di comunicati, una levata di scudi. Finora i soldi sono stati erogati senza vedere se sul nostro territorio esistono altre realtà che possono averne comunque diritto.
Alla Provincia interessa che il servizio sia svolto, non chi lo svolge.
Da mesi a Erinna sanno che da dicembre avremmo provveduto attraverso gara pubblica e sapevano che i soldi. Li avrebbero presi tutti.
A chi si è sollevato contro questa decisione, Linda Natalini, Daniela Bizzarri giusto per dirne due, mi chiedo se avrebbero fatto la stessa battaglia per un’associazione di diversa connotazione. Non credo che ci sarebbe stata questa levata di scudi.
Ripeto. A noi interessa più il beneficiario del gestore. Di questo ci preoccupiamo”.
La polemica è piaciuta poco anche al presidente Meroi che delle decine d’interventi critici verso la Provincia, salva soltanto quello di Alessandro Mazzoli, ex presidente.
“Ho apprezzato la sua correttezza istituzionale – spiega Meroi – ha dimostrato come si possano dire certe cose in modo limpido e rispettoso. Conosce i problemi e parla con cognizione di causa”.
Sul resto, rimangono i dubbi. “Una polemica così concentrata – sostiene Meroi – mi fa nascere qualche dubbio sulla sua spontaneità. Sembrava coordinata. Sarà una malignità”.
