![]() Angela Birindelli |
– L’arma segreta contro il Cinipide è un fungo.
Dopo mesi e mesi di ricerca potrebbe essere in dirittura d’arrivo la soluzione contro la mosca cinese che sta devastando i castagneti dei Monti Cimini.
E’ quanto emerso ieri nel convegno che si è tenuto a Vallerano sulla crisi della castanicoltura.
Si tratta di un fungo, del genere Gnomoniopsis che riuscirebbero a disseccare le galle, ovvero il nido in cui il Cinipide depone le sue uova, evitandogli così di svilupparsi.
Questa nuova scoperta, sulla quale sta lavorando l’Università della Tuscia, potrebbe affiancarsi al Torymus Sinensis, l’altro antagonista del Cinipide che viene utilizzato sui castagni dei Cimini.
Al convegno ha partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli, oltre ai rappresentanti di Coldiretti, Cna, Confagricoltura, produttori e diversi amministratori locali.
“Il fungo – dichiara Angela Birindelli – potrebbe contribuire alla lotta biologica al Cinipide, l’unica possibile come dimostrano le ricerche fin qui condotte e le esperienze dei paesi che hanno dovuto affrontare prima di noi l’emergenza. Abbiamo incaricato l’Università della Tuscia di approfondire il rapporto esistente tra Gnomoniopsis e Cinipide. Le ricerche in atto puntano anche a valutare l’aiuto che può arrivare dagli antagonisti locali del Cinipide. Attendiamo le risposte degli scienziati”.
Secondo quanto è emerso dai primi studi, l’azione combinata dell’insetto e del fungo potrebbero accorciare i tempi previsti, circa 10 anni, per ridurre dell’80-90% la presenza del Cinipide.
“Il fungo, trovato per la prima volta l’anno scorso – conclude il professor Bruno Paparatti, docente di Entomologia forestale all’Università della Tuscia -, insieme con gli insetti utili già presenti nel territorio e il Torymus Sinensis, potrebbero creare un mix in grado di salvare i castagneti del Viterbese”.
