Riceviamo e pubblichiamo – Nell’ambito del percorso che abbiamo intrapreso in maniera totalmente condivisa con le parti istituzionali, le organizzazioni politiche di qualunque colore, quelle sindacali, economiche, di categoria e la gran parte di organismi espressivi e rappresentativi del territorio viterbese verso quella comune e ambita meta che è la realizzazione dell’aeroporto di Viterbo, si colloca come uno dei passi fondamentali l’approvazione del disegno di legge al Senato sul “Sistema aeroportuale della Capitale ed istituzione del Parco dell’aria di Rieti”, proposto a mia firma e a quella dei senatori Cicolani e Ventucci nell’ aprile del 2007.
Siamo agli esordi del cammino, prima ancora che il ministro Bianchi scegliesse Viterbo come sede del nuovo aeroporto. Una legge importante e coraggiosa, dunque, che sono felice sia stata ricordata nell’ambito dell’incontro promosso stamattina nella sala della Provincia dal Ugo Sposetti per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte e che ha visto la partecipazione del presidente dell’Enac, Vito Riggio.
Nello scenario che ci vede tenacemente impegnati a far prevalere e soddisfare il prioritario interesse della Tuscia di un decisivo potenziamento infrastrutturale, emergono, in questi giorni, elementi nuovi che aggiungono ulteriore slancio al nostro progetto aeroportuale. Dal 18 luglio l’Enac ha avviato la revisione delle tariffe delle compagnie aeree, ferme da dieci anni, che, una volta approvate, consentirebbero alla Società Aeroporti di Roma di avere le risorse necessarie per investire anche sullo scalo viterbese.
Al riguardo, la presentazione e l’approvazione del disegno di legge sul sistema aeroportuale della Capitale si pone sotto una luce estremamente attuale e coerente con le linee della programmazione e realizzazione dell’opera nella parte in cui istituisce un sistema integrato degli aeroporti di Roma e vi inserisce il futuro scalo viterbese, affidandone la realizzazione, con i necessari investimenti, alla Società Aeroporti di Roma.
Con questo la nostra proposta di legge ha voluto recepire e dare valore formale, riguardo all’aeroporto di Viterbo, al fatto che oggi si può avere un nuovo scalo solo per delocalizzazione funzionale. Nel nostro caso ciò avviene chiudendo l’aeroporto di Ciampino e aprendone uno a Viterbo per accogliere il volume di traffico di quello romano, restando nell’orbita della gestione unitaria e sinergica del sistema della Capitale affidato alla società Aeroporti di Roma.
Giulio Marini