– Le società partecipate palla al piede dell’amministrazione comunale e il precipizio per Giulio Marini.
Dopo che per due volte consecutive è saltata l’approvazione del piano operativo per il Cev, Ugo Sposetti, capogruppo Pd in consiglio comunale, passa all’attacco. “Il Comune una scelta sulle società ancora non l’ha fatta – spiega Sposetti – sbagliando. E’ un’esperienza da chiudere, non si va da nessuna parte, Marini non si rende conto che queste saranno il suo precipizio”.
Il conto per l’esponente democratico è presto fatto. “Sono la palla al piede dell’amministrazione – continua Sposetti – l’ho detto in campagna elettorale e ribadito al momento dell’insediamento di Marini. Per i debiti si sono mangiate oltre undici milioni di euro.
Non è detto che se a fornire i servizi fosse stato un privato, a parità di prezzo non si poteva ottenere più quantità e qualità. Loro hanno adottato una gestione pachidermica, come se fosse pubblica. Magari il privato avrebbe ottenuto risultati migliori derivanti da maggiore esperienza e organizzazione del lavoro”.
Oggi la maggioranza è in difficoltà. “Ieri – ricorda Sposetti – non solo non avevano i numeri, ma alcuni al momento di votare il piano operativo Cev sono usciti in modo plateale. E’ drammatico per la città, che non si è accorta di quanto è stato combinato”.
La coalizione che sostiene Giulio Marini attraversa un momento non facile. Non solo le partecipate. “Ci sono ovviamente attriti tra loro – conclude Sposetti – la situazione post elettorale si fa sentire anche a Viterbo.
Esistono evidenti insofferenze, Marini sta provando ad ammorbidire la situazione, ma quando si tratterà d’approvare il bilancio, mancando le risorse e quindi nell’impossibilità di dare risposte agli assessorati, i nodi arriveranno al pettine.
Perché non sono stati in grado di scegliere”.
