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Saldi più ombre che luci

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– Saldi estivi, si è partiti come l’anno scorso nonostante da più parti e più associazioni di categoria avevano chiesto la posticipazione.

Unica nota positiva, dice Vincenzo Peparello presidente della Confesercenti di Viterbo e vicepresidente regionale, è che per la prima volta la data è unica in tutt’Italia. Per il resto invece solite diatribe, solite polemiche, solite favorevoli e contrarie.

Ma come al solito sarà la categoria a pagarne le conseguenze. Ne è convinto Peparello che afferma : “ veniamo da una stagione delle vendite molto deludente che vede un calo dei consumi di circa il 10-15% soprattutto nel settore abbigliamento e non saranno certo i saldi a far recuperare sul fronte dei fatturati. Per altro avevamo anche chiesto di ridurre le sei settimane. Andrà bene, probabilmente, come sempre le due prime settimane e poi a seguire non accadrà dal punto di vista delle vendite nulla di importante. Tra l’altro con una crisi del reddito familiare e la grande distribuzione più organizzata dei negozi al dettaglio ad intercettare la clientela.

Fra qualche giorno” continua Peparello “ la spesa media di circa 100 euro a persona per quelli che ancora possono permetterselo non ci saranno più e quindi i giochi saranno chiusi. È anche vero che per le aziende alle prese con i conti che non tornano, pagamenti di merce che ormai i fornitori non concedono dilazione di pagamento, tasse, debiti, e crediti vecchi può rappresentare una boccata di ossigeno ma di certo non è questo che può risolvere i tanti problemi di un settore quello del commercio, sempre più in crisi stante la contrazione dei consumi.

Molti commercianti manifestano anche il disagio a vendere merce appena arrivata e qualche volta ancora negli scatoloni a prezzi scontati del 30/40/50 %, cosa che invece dovrebbe accadere e quindi recuperare su prodotti rimanenti in magazzino a fine stagione. L’interventi che abbiamo richiesto” conclude Peparello “a partire dal governo, alle regioni e agli enti locali sono ben altri, soprattutto nella direzione di una rinnovata fiducia del potere di acquisto degli stipendi per una conseguente ripresa dei consumi. Tra l’altro si continua ad assistere ad una deregulation pericolosa su varie forme di vendita durante tutto l’arco dell’anno. Altro che calendario dei Saldi! ”


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