Riceviamo e pubblichiamo – I lavori sulle strutture scolastiche sono ancora in alto mare. Ad oggi, mancano notizie certe sulla messa in sicurezza delle scuole medie e dell’infanzia di Cura. Anche la situazione dei lavori alle elementari di Vetralla non sembra chiara.
I primi due mesi di legislatura hanno visto un’amministrazione impegnata solo ad apparire. Al contrario, temo sia stato dedicato poco tempo al problema delle scuole, almeno stando alle poche risposte, non soddisfacenti, che ho ricevuto nel Consiglio comunale dello scorso 9 luglio.
Per le scuole medie e materna di Cura, non ci si può limitare a dire che il contratto con la ditta sarà stipulato il 19 luglio e la consegna per l’inizio dei lavori avverrà entro i successivi 45 giorni. Vista la situazione d’urgenza, con le scuole chiuse da diverso tempo, sarebbe doveroso conoscere anche i tempi per la loro riapertura.
Nessuna risposta è stata invece data sulla mancata realizzazione della palestra della scuola elementare di Cura, finanziata dalla Regione nel 2009 per oltre 117.000 euro, che doveva essere ultimata nel 2010. E non ho neanche ricevuto rassicurazioni sul potenziale rischio che il finanziamento regionale, visto il ritardo nell’esecuzione dei lavori, venga perso.
Ancora più evasivo, per certi versi preoccupante, quanto affermato sullo stato dei lavori della scuola elementare di Vetralla. Non solo non ho avuto conferma sul termine dei lavori stabilito per l’inizio del nuovo anno scolastico, ma ho appreso, anche se in modo non molto chiaro, che potrebbero essere emersi problemi ai solai. Speriamo che questo non costituisca un motivo per far slittare i tempi di ultimazione.
Un’altra richiesta non presa in considerazione riguarda la scuola di piazza Cavour, dove si sono liberate alcune stanze, in passato utilizzate dalle Suore. Le stanze in questione potrebbero essere sistemate prima dell’inizio dell’anno scolastico ed utilizzate dalle classi delle scuole dell’infanzia di Cura, attualmente dirottate su Mazzocchio. Si libererebbe la struttura per far partire il servizio della “Casa famiglia” e i ragazzi seguirebbero le attività didattiche in un luogo idoneo, non destinato ad altro uso.
Giovanni Gidari
Consigliere comunale