Riceviamo e pubblichiamo – Qual’è la situazione della questione della violenza di genere nel nostro territorio?
In occasione dei primi 10 anni di attività, le volontarie di Erinna hanno pubblicato un volume che raccoglie i dati sulla realtà locale: erano 870 i casi di violenza subiti dalle donne in provincia di Viterbo nel 2009, venuti a conoscenza del centro di ascolto e aiuto Erinna. Ma il numero delle violenze sessuali, fisiche, psicologiche ed economiche effettivamente avvenuti erano – e sono annualmente – molti di più.
Violenza soprattutto nella mura domestiche, in famiglia; che quando non arrivano alla denuncia (rara) e vissuta nell’intimità sofferta di silenzi che umiliano.
Fare autocritica non basta. Occorrono strumenti per comprendere e per agire.
Erinna è una realtà di riferimento: in verità l’unica nel suo genere nel nostro territorio.
Imperfetta come possono esserlo le realtà sempre in sofferenza, con risorse scarse.
Assolve ad un ruolo al quale gli sportelli ed i servizi pubblici non possono tendere, perché l’incontro nella vicinanza tra donne – dove viene rivissuto il racconto delle violenze – non può sempre essere “istituzionalizzato”.
Occorrono esperienza e sensibilità: è necessario individuare occasioni che incoraggino le vittime ad aprirsi, a sopportare il peso della denuncia che è quasi sempre una lacerazione ulteriore.
L’amministrazione provinciale deve assumersi delle responsabilità, così pure gli amministratori pubblici in generale.
Il presidente Meroi non può e non deve rimanere in disparte (per la sensibilità che gli è stata sovente riconosciuta) così gli altri politici di riferimento (Marini, Allegrini, Parroncini, Gigli).
Il disimpegno su un tema come questo è complice ed è un segnale doloroso e inquietante.
Esprimiamo quindi solidarietà e vicinanza alle operatrici di Erinna.
Umberto Cinalli, Sinistra ecologia e libertà di Viterbo
