![]() Vito Riggio, presidente dell'Enac |
![]() Vito Riggio e Ugo Sposetti |
![]() Santucci, Riggio, Sposetti e Marini |
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– Aeroporto a Viterbo? C’è chi ci conta. Gli enti locali che non si sono arresi, ma anche l’Enac, forte di una decisione a livello politico.
Quindi si continua a contare. Almeno altri tre anni. Sempre che arrivi in fretta il via libera all’adeguamento per le tariffe aeroportuali, così che Adr abbia soldi da investire, sempre che il masterplan commissionato e non ancora realizzato da una ditta inglese arrivi a compimento e sempre che nel frattempo le infrastrutture di collegamento siano state realizzate.
Le condizioni sono incerte e il decollo lontano. Si attendono notizie dalla torre di controllo governativa.
Nel frattempo, qualche timido segnale arriva. Il 18 luglio l’Enac ha dato l’ok alla revisione del contratto con Adr in cui è previsto anche l’aumento delle tariffe, ferme da dieci anni. Una buona notizia in un orizzonte d’incertezze, che stamani lo stesso presidente Enac Vito Riggio, nell’incontro organizzato da Ugo Sposetti (Pd) nella sala conferenze della Provincia, ha ricordato. Presenti anche il sindaco Giulio Marini e l’assessore provinciale Gianmaria Santucci.
“Le nuove condizioni – precisa Riggio – adesso vanno licenziate dalla presidenza del consiglio”. Adr può ritoccare le tariffe, in cambio d’investimenti. Su Fiumicino essenzialmente, ma pure per lo spostamento dello scalo di Ciampino a Viterbo. “C’è stata una negoziazione con i privati su diversi temi – osserva Riggio – uno dei punti richiesti era la possibilità di spostare in un capannone di Fiumicino, voli low cost da Ciampino, dove presto serviranno lavori importanti alla pista.
Noi abbiamo detto no in modo deciso, perché il Leonardo Da Vinci può ancora incrementare il numero di passeggeri solo al di fuori dei picchi massimi, dove non può più crescere”.
I Benetton, principali azionisti Adr, in pratica avrebbero visto di buon occhio spostare i voli su Fiumicino, dove tutto è fatto o quasi. Questo pericolo al momento è stato evitato.
Il masterplan vale qualcosa come dodici miliardi per realizzare Fiumicino Nord, di cui 200mila per Viterbo. Dove la vera nota dolente restano i collegamenti.
“Una volta approvato il masterplan – prosegue Riggio – i lavori possono partire, ma le infrastrutture devono esserci, altrimenti Adr non si sposterà”. Trasporti. E tutto torna al punto di partenza.
“La via per arrivare velocemente a Roma – dice Ugo Sposetti – rimane la superstrada e quindi l’autostrada. Per la ferrovia, penso che la linea di Capranica sia l’ideale, con la possibilità che si è prospettata d’avere un binario dedicato da Cesano in poi.
Rimane da collegare lo scalo al porto di Civitavecchia, il primo per i croceristi nel Mediterraneo”. Sulla carta pare facile, in pratica tutto stenta a prendere il volo. “Il punto delicato è il rapporto con Roma – sostiene Sposetti – non dobbiamo essere subalterni. Del resto al Campidoglio da sempre non hanno molto interesse a progetti che sono fuori dalla capitale. E’ a Viterbo che dobbiamo riprendere tutti insieme le redini della situazione.
Oggi compagnie low cost dicono di no allo scalo nella Tuscia e hanno ragione, perché siamo in ritardo sulle infrastrutture. Non possiamo stare fermi ad aspettare che qualcuno ci consegni l’aeroporto. Non ce lo regalerà nessuno”. Sperando nel ministro Tremonti e in Adr. “Trattandosi di un decentramento – osserva Riggio – deve essere Adr a realizzare l’opera. La società che gestisce i due aeroporti romani deve fare i conti con la propria situazione finanziaria. L’aumento delle tariffe consentirebbe di prevedere investimenti. Non può essere lo Stato a costruire scali.
Se non passa l’adeguamento delle tariffe, Adr non farà nulla. Ha già fermato pure quel poco che stava facendo”.
Ma non solo. “A Ciampino oggi c’è un problema relativo al rumore, ma non solo. Lo scalo è più vicino alla città di quello principale. Non succede da nessuna parte”.
Viterbo, purché si arrivi in un’ora a Roma è l’ideale, ma resta da capire quanto costerà. “Serve un progetto di fattibilità vera e propria e nel frattempo accelerare su collegamenti”.
Per il sindaco Marini gli enti locali hanno fatto la loro battaglia, in mezzo a due colossi, come ministero dell’Economia e la stessa Adr. “Abbiamo segnato il passo – ammette Marini – mantenendo però forza e coesione sul progetto. Sulle infrastrutture sono d’accordo. Oggi siamo fermi anche come città. Il piano regolatore prossimo sarà in funzione dello scalo.”
All’aeroporto della Tuscia la gente comincia a non crederci più. “Meno annunci – sostiene l’assessore Santucci – occorre invece spiegare la situazione. Oggi Comune e Provincia, stretti nei patti di stabilità, non possono permettersi d’investire, rischiando di sforare i limiti senza avere certezze.
Noi siamo comunque pronti.
Per la Cassia ci sono due percorsi. Uno finanziato dalla Regione e l’altro proposto dalla precedente amministrazione. Meno impattante e con circonvallazioni a Vetralla e Capranica.
Per la Superstrada arriveremo a Monteromano, poi resta da decidere se proseguire a destra o sinistra.
Ma il vero problema è la ferrovia e la linea di Capranica resta la scelta migliore, diversamente da quanto la precedente amministrazione regionale ha deciso”.





