![]() Renzo Arbore ![]() Il maestro Arbore |
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Barbara Bonaiuto |
![]() Il pubblico al concerto
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![]() Serena Autieri tra il pubblico ![]() Il concerto ![]() Mariano Caiano |
![]() Domenico Merlani, Renzo Arbore e Antonio Delli Iaconi |
– Orgogliosi di essere Italiani. Orgogliosi di essere… tutti Napoletani.
Il concerto dell’Orchestra italiana, ieri sera a Ferento, non solo ha fatto il pieno di pubblico, oltre mille persone, ma ha fatto fare il pieno di emozioni a tutti: pubblico e artisti (gallery * video intervista * video concerto – intervista ad Arbore).
Grande protagonista Renzo Arbore che per primo si è divertito come raramente capita di vedere.
Tutto nel segno della leggerezza, dell’intelligenza, del gioco, della bellezza e delle emozioni. Con un Arbore che si muove sul palco come un ragazzino, che gioca con i suoi grandissimi collaboratori, da Gege Telesforo, a Barbara Buonaiuto, da Gianni Conte a Mariano Caiano. Per citare solo alcuni dei quindici protagonisti della serata.
E poi Arbore non si lascia sfuggire un dialogo stretto e fatto di contrappunti con il vero mattatore della serata: il pubblico di Ferento. Che è stato al centro dello spettacolo soprattutto nella parte centrale.
Arbore, infatti, lo ha diretto come fosse un vero e proprio coro. Un coro di oltre mille persone che sapeva a memoria tutti i ritornelli del suo repertorio. Da “Ma la notte no” a “Vengo dopo il tg”. Ma ci sono state intere canzoni interpretate dal pubblico. Tanto che Arbore, un po’ stupito, ha fatto andare in sordina la sua ochestra per far esibire in assoli il pubblico di Ferento.
Come dire uno spettacolo nello spettacolo.
Uno spettacolo, quello di ieri sera, iniziato con una botta di “nazionalismo”, come l’ha definita lo stesso Arbore.
“Festeggiamo i venti anni dell’Orchestra italiana ma soprattutto i 150 anni dell’Unità d’Italia. Un’unità a cui noi teniamo molto”, ha annunciato Arbore non appena entrato sul palco sfoggiando un cappello bianco con una fascia tricolore. E lì giù applausi a non finire.
Poi il concerto dedicato in primo luogo a due grandi della canzone napoletana, che per Arbore, vuol dire della canzone mondiale, Roberto Murolo e Renato Carosone. “Perché la tradizione Napoletana ha inventato le più belle melodie di tutti i tempi”, spiega lo showman.
E si inizia con ‘O Sarracino di Carosone, tutta ritmo e forza per arrivare a Reginella di Murolo, di una dolcezza struggente e delicata.
In mezzo tutta la tradizione del bel canto italiano, recuperata da Arbore, quando tutti la davano per morta.
Con omaggi a Toto e alla sua Malafemmena, al grandissimo Modugno e a Manfredi con Tanto pè cantà. E finale con Luna rossa.
In mezzo tutto il repertorio di Arbore cantato insieme al pubblico.
E poi i duetti con Gege Telesforo maestro di scat.
Una serata indimenticabile. Da brividi. Con tutti che nel vedere i grandi artisti napoletani si sono sentiti orgogliosi di essere italiani e un po’ napoletani…
E dopo oltre tre ore di spettacolo chiedevano ancora un bis e non avrebbero più voluto lasciare quel gigante che è Arbore.
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- La formazione dell’Orchestra Italiana
- Renzo Arbore: voce solista, cori, chitarra classica, clarinetto, tastiere
- Barbara Buonaiuto: voce solista , cori
- Gianni Conte: voce solista , cori
- Gennaro Petrone: mandolino, voce
- Salvatore Esposito: mandolino
- Nunzio Reina: mandolino, cori
- Michele Montefusco: chitarra classica e acustica, cori
- Paolo Termini: chitarra classica e acustica, cori
- Nicola Cantatore: chitarra elettrica e acustica, cori
- Mariano Caiano: chitarra classica e acustica, voce solista, cori
- Claudio Catalli: fisarmonica, tastiere, cori
- Massimo Volpe: tastiere, cori
- Massimo Cecchetti: basso, cori
- Gegè Telesforo: percussioni, voce solista, cori
- Peppe Sannino: percussioni, cori
- Roberto Ciscognetti: batteria



Barbara Bonaiuto




