Riceviamo e pubblichiamo – Il 19 luglio è una data tragica per la storia italiana degli ultimi vent’anni. Il 19 luglio 1992 veniva barbaramente ucciso in una strage di mafia il giudice Paolo Borsellino, a stretto giro dopo la morte del suo amico e collega Giovanni Falcone. Con lui perdevano la vita anche i cinque uomini della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Edde Cosina e Claudio Traina.
La popolazione di tutta Italia si è mossa a partire da quel giorno, organizzando iniziative ogni anno per commemorare i giudici, tutti i giudici, morti nelle stragi di quegli anni infernali. La motivazione che ha sempre spinto tutti ad attivarsi in iniziative di qualsiasi tipo per ricordare le vittime di mafia è racchiusa in una frase dello stesso Borsellino: “Parlate di mafia. Parlatene sui giornali, in televisione, però parlatene”.
Anche quest’anno si organizza, in Sicilia e in altre regioni d’Italia, la cosiddetta “Marcia delle agende rosse”, per dimostrare e urlare a gran voce il proprio schieramento contro la mafia, proprio sotto il naso degli esponenti dell’anti-Stato.
Le manifestazioni di commemorazione, come detto, coinvolgono tutta Italia. Anzi no: tutta Italia, eccetto Viterbo. Se la notizia del sindaco che pulisce le strade di Santa Barbara (lasciatemelo dire, con una mossa un po’troppo populista e demagogica) ha ottenuto un ampio risalto sulla stampa locale, sulla stessa stampa non si trova traccia di alcuna iniziativa in programma per oggi, 19 luglio. Ciò, nonostante sia recente la notizia delle minacce ricevute dalla famiglia di Attilio Manca, ucciso proprio a Viterbo dalla mafia.
Personalmente, ritengo questa una gravissima mancanza dell’amministrazione comunale, che tanto fa per curare i problemi interni della propria maggioranza, ma scivola su cose ben più importanti.
La commemorazione di Borsellino e delle stragi di mafia è un atto dovuto da qualsiasi amministrazione, indipendentemente dal colore politico. Il circolo dei Giovani Democratici di Viterbo è stato intitolato a Peppino Impastato al solo e unico scopo di trasmettere un messaggio di legalità. Attraverso il ricordo, contribuiamo a far crescere un sentimento di legalità, di rispetto verso le istituzioni dello Stato.
Credo, tuttavia, che le istituzioni comunali debbano prendere come impegno personale quello di trasmettere questo sentimento alle giovani generazioni. Mi rivolgo in particolare all’assessore alle Politiche Giovanili Daniele Sabatini. Lei ha messo in piedi nei suoi tre anni di assessorato diverse iniziative sulla legalità e si è adoperato per trasmettere questo messaggio ai giovani. Come spiega il suo silenzio, o la sua inerzia, in tale circostanza?
La sua presenza all’iniziativa dei giovani denominata “Fiat Lux” è apprezzabile, ma lo è meno la sua mancata organizzazione, in questo caso, di alcuna iniziativa, anche simbolica, per questa ricorrenza di tale importanza storica, civica e nazionale.
Come segretaria dei giovani del Partito Democratico, ho ritenuto doveroso esprimere una critica, che mi auguro possa risultare costruttiva, affinché le nostre istituzioni cittadine si focalizzino su questioni di interesse collettivo, invece che su magagne interne e personali.
Bianca Cherubini
Segretaria circolo Giovani democratici “Peppino Impastato” di Viterbo
