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Troppa “Caffeina” dà alla testa…

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Andrea Baffo e Filippo Rossi, rispettivamente direttore organizzativo e direttore artistico

Riceviamo e pubblichiamo – Spettabile redazione,

l’opuscolo della manifestazione “Caffeina”, a firma degli organizzatori, riporta una breve ma esauriente spiegazione del perché di questo nome e delle  particolari caratteristiche di questa sostanza nota a tutti ed apprezzata dai più.

E’ risaputo però che l’abuso di qualsiasi sostanza porta con se degli effetti collaterali non sempre graditi e l’altro ieri, probabilmente, gli organizzatori della manifestazione ne sono stati inconsapevoli vittime.

Mi riferisco all’evento legato a Roberto Vecchioni. Consentitemi una breve premessa. Vecchioni quando si esibisce, se lo ritiene opportuno, ha diritto a ricevere un giusto compenso; la Banca di Viterbo è libera di finanziare qualsiasi spettacolo che desidera offrire ai propri correntisti o amici; un Comune o un’associazione o chiunque ne abbia titolo è libero di organizzare uno spettacolo a pagamento e decidere come pubblicizzarlo. Nessuno però, in un Paese moderno e civile, può pubblicizzare qualcosa che non è.

L’evento di Vecchioni su qualsiasi locandina, sito internet, opuscolo informativo era ad “ingresso libero” ma questo solo nelle intenzioni perché, all’arena, si poteva in realtà accedere  esclusivamente se invitati dalla Banca di Viterbo. L’evento quindi era di fatto “privato”.

Il mio disappunto, e quello di altre centinaia di persone, arrivando al Parco del Paradosso intorno alle venti, è stato ovviamente grande. Nella mio mezzo secolo di vita non mi sono mai “imbucato” alle feste private e ovviamente non l’ho fatto nemmeno questa volta. Non ho ritenuto nemmeno giusto o opportuno protestare con gli incolpevoli addetti ai lavori che evidentemente eseguivano diligentemente, e desidero sottolineare con garbo, le direttive degli organizzatori.

Sono quindi andato via. Ritengo sinceramente Caffeina una splendida realtà e stimavo moltissimo gli organizzatori per la loro creatività e la loro grande capacità organizzativa.

Caro Rossi, mi permetto il caro solo per l’omonimia che ci lega, a ciò che ha scritto sul sito www.caffeinacultura.it ” Caffeina è cultura in libera uscita, senza vincoli e senza confini; senza appartenenze e senza provenienze…”   bisognerebbe purtroppo aggiungere “se invitati dalla Banca”.

Un grazie comunque sincero per quanto con gli altri organizzatori, da anni offre a questa città.

Manrico Rossi


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