Riceviamo e pubblichiamo – Oggi ricorre l’anniversario della strage di Via D’Amelio, nella quale il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta persero la vita.
Certamente è un avvenimento che non si può dimenticare e a distanza di 19 anni è ancora vivo più che mai il ricordo del lavoro che Paolo Borsellino, insieme al giudice Falcone, ha svolto a servizio dello Stato contro la mafia.
Tutti, ma in special modo i giovani, devono tenere alta la memoria di questo uomo che, nonostante i numerosi ostacoli, ha sempre continuato a compiere il proprio dovere, sacrificando la propria vita nel difendere i più alti valori dello Stato.
Noi come giovani impegnati nella cosa pubblica lo vogliamo ricordare perché egli affiancava la convinzione che il contrasto alla criminalità non si esaurisce nell’opera di repressione, ma richiede un movimento culturale che promuova, specie nei giovani, crescente fiducia nello stato di diritto.
Egli infatti diceva: “La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità …Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”.
Parole che noi giovani dell’Udc vogliamo ricordare, facendo sentire la nostra voce unanime nel dire no alla mafia, così come lo stesso Paolo Borsellino ha fatto per difendere la democrazia dal potere criminale.
Udc Giovani