- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Un’organizzazione paramilitare

Condividi la notizia:

I rapinatori disarmano il vigilantes

I rapinatori disarmano il vigilantes

Le immagini degli altri colpi

Le immagini degli altri colpi

La fuga sui maxiscooter

La fuga sui maxiscooter

M.M., il presunto capobanda

Massimo Mariani, il presunto capobanda

A. A., uno degli arrestati

Alessio Albertazzi, uno degli arrestati

M.O.

Manuel Ovidi, il terzo arrestato

Antonio Pannullo, il giornalista arrestato in precedenza per il tentato colpo a Manziana

Antonio Pannullo, il giornalista arrestato in precedenza per il tentato colpo a Manziana

I capitani Sergio Santon e Guglielmo Trombetta

I capitani Sergio Santon e Guglielmo Trombetta

– Un colpo a Vetralla e tre a Oriolo Romano, sempre alla Bcc di Capranica, rapinata tre volte in nove mesi.

Era diventato l’obiettivo preferito della banda sgominata dai carabinieri di Viterbo e Ronciglione (video – video documento –  fotocronaca). Un’”organizzazione paramilitare”, come l’ha definita il capitano Sergio Santon, composta da Alessio Albertazzi, Manuel Ovidi e il capo Massimo Mariani. Nessuno viterbese. Tutti pregiudicati e disoccupati, a parte Albertazzi, netturbino incensurato. Armati di pistole, erano muniti di uniformi da poliziotti e maxiscooter modificati, in sella ai quali scappavano dopo ogni rapina. Lavori puliti e precisi. Da veri professionisti del crimine.

Il modus operandi era sempre lo stesso. Albertazzi faceva da palo, dentro o fuori la banca. Era lui a dare l’ok a Ovidi e Mariani che, pistole in pugno, entravano a volto coperto da passamontagna o caschi da motociclista, si facevano consegnare il denaro e scappavano in sella agli scooter.

Il tutto avveniva in pochi minuti, come si evince dai filmati delle telecamere di videosorveglianza della Bcc di Oriolo, svaligiata il 30 aprile 2010 e poi, di nuovo, il 9 agosto.

Il video del secondo assalto mostra il “palo” Albertazzi allo sportello, come un normale cliente. I complici entrano con le pistole ed escono col malloppo. La recita di Albertazzi continua anche dopo la rapina: il “palo” si finge terrorizzato, si sventola, si tocca la testa, poi il cuore. E alla fine, per completare la sceneggiata, si lascia cadere sulla sedia, come in stato di shock. Finezze da maestri, che mostrano quanto ogni singolo colpo fosse pianificato al dettaglio per agire indisturbati.

Solo in un caso, alla rapina alla Bcc del 3 gennaio 2011, la banda incontra la resistenza di un cliente. Nel filmato si vede un anziano che, ignaro del pericolo, avvicina uno dei tre per cercare di farlo ragionare. Il rapinatore, per tutta risposta, gli punta la pistola addosso.

Nove giorni dopo la banda torna a colpire al Monte dei Paschi di Siena di Vetralla. Mariani, Ovidi e un terzo complice, vestiti da poliziotti, minacciano con la pistola un vigilantes che rimarrà per giorni in stato di shock.

Il 21 gennaio Mariani & Co. sono già pronti per tentare l’assalto alla Cassa di risparmio di Civitavecchia, filiale di Manziana. Ma il colpo non riesce. I carabinieri lo sventano dopo essere stati per ventiquattr’ore alle costole dei rapinatori. Li intercettano, li pedinano e ne arrestano tre: Ovidi, Albertazzi e il giornalista del Secolo d’Italia Antonio Pannullo, che aveva messo a disposizione il suo appartamento per farne la base logistica della banda. Mariani riesce a scappare, ma la sua latitanza dura appena qualche mese. Fino a giugno. Il tempo, per gli inquirenti, di ricollegare tutti gli episodi, arrestare di nuovo Ovidi e Albertazzi, e scoprire il nascondiglio del capobanda: un appartamento a Valencia in cui Mariani si era trasferito con moglie e figli.

L’operazione Jimmy scatta il 22 giugno, quando i carabinieri rintracciano Mariani, su esecuzione del mandato d’arresto europeo spiccato dal tribunale di Viterbo.

Il capobanda sarà, a breve, estradato in Italia. A Ovidi e Albertazzi, già in carcere a Civitavecchia e Regina Coli, è stata notificata la nuova ordinanza di custodia cautelare. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla rapina, con l’aggravante dell’uso di armi.


Cronologia delle rapine

30 aprile 2010: Rapina ai danni della filiale della Banca di Credito Cooperativo di Capranica di Oriolo Romano, quando due persone di sesso maschile, col volto coperto e armate di pistola, si impossessavano di oltre 83mila euro.

9 agosto 2010: Rapina ai danni della filiale della Banca di Credito Cooperativo di Capranica di Oriolo Romano, quando due persone di sesso maschile, a volto coperto e armate di pistola, si impossessavano di oltre 25mila euro. Dopo la rapina i due fuggivano a bordo di uno scooter.

3 gennaio 2011: Rapina ai danni della filiale della Banca di Credito Cooperativo di Capranica di Oriolo Romano, quando due persone di sesso maschile conilvolto parzialmente coperto, sotto la minaccia di una pistola, si impossessavano di oltre 13mila euro. Dopo la rapina i due si dileguavano a bordo di un maxiscooter.

12 gennaio 2011: Rapina ai danni della filiale del Monte dei Paschi di Siena di Vetralla, quando tre persone, di cui due in uniforme della polizia di Stato e della polizia penitenziaria, sotto la minaccia di pistole, prima disarmavano il vigilante, poi si impossessavano di oltre 13mila euro. Dopo la rapina i tre si dileguavano a bordo di due maxiscooter.

21 gennaio 2011: Tentata rapina a Manziana alla cassa di Risparmio di Civitavecchia sventata dall’intervento dei carabinieri del comando Provincia di Viterbo che arrestavano Albertazzi mentre faceva il “palo” davanti la Banca, il giornalista che aveva fornito la base logistica e Ovidi che si apprestava a compiere la rapina. Mentre Mariani riusciva a fuggire e da quel momento iniziava la sua latitanza. Venivano recuperati i due maxiscooter (rubati) utilizzati per le rapine precedenti.


Condividi la notizia: