Riceviamo e pubblichiamo – Venti cose che farei subito se fossi il sindaco di Viterbo:
Mi rifiuterei di indossare una maglietta con scritto noi non siamo zozzi e invece di andare a pulire per scherzo le strade farei del mio meglio per far funzionare meglio i servizi pubblici, magari assumendo personale.
Annullerei subito la cessione dei servizi cimiteriali a privati perché, prima di tutto, tutta la città me lo ha chiesto e poi perché la pietà non si appalta e i cimiteri sono forse l’unica fonte sana e attiva di tutti i servizi comunali.
Spiegherei al presidente del cda della Francigena che il compenso di soli 100mila euro che percepisce insieme ad altri due è formato da un netto in busta e da oneri fiscali, previdenziali e contributivi, ma questo solo per evitare che i cittadini viterbesi lo possano fraintendere.
Smetterei di far finta di essere sorpreso e di essere non responsabile dello sfascio finanziario del Comune, visto che ho condiviso tutti i posti di comando e ho sostenuto con convinzione tutte le scelte dei sindaci e delle giunte che hanno amministrato la città dal lontano 1995.
Rispetterei le leggi dello Stato e mi dimetterei da una delle due cariche (sindaco di capoluogo e deputato) incompatibili che rivesto.
Mi incatenerei alla Regione Lazio fino a che la Polverini non costruisca dearsenificatori.
Come presidente della Conferenza di Sanità convocherei un tavolo d’emergenza per rimediare al disastro degli ultimi atti aziendali, dei tagli della Polverini e dallo scandalo dell intra-moenia.
Farei modificare i tracciati delle linee urbane di trasporto per renderle finalmente funzionali agli spostamenti quotidiani e chiuderei il centro storico alle auto.
Smetterei di discutere di scale mobili a Valle Faul e le realizzerei.
Affiderei l’organizzazione della Notte Bianca a Caffeina.
Smetterei di discutere di Terme e costituirei una società mista per gestire gli stabilimenti ex Inps.
Mi incatenerei a palazzo Chigi finché il Governo non finanzi la realizzazione dell’aeroporto.
Mi incatenerei a palazzo Chigi finché il Governo non finanzi il completamento della superstrada per Civitavecchia.
Pubblicherei un bando pubblico per il recupero e la valorizzazione dell’ex Tribunale.
Farei di tutto per approvare un bilancio che contenga i fondi necessari per mettere in sicurezza tutte le scuole della città.
Stipulerei una convenzione con le compagnie di Crociere che attraccano a Civitavecchia per offrire nel pacchetto di escursioni anche una gita giornaliera a Viterbo.
Convocherei una conferenza di servizi tra Comune, Provincia, Archivio di Stato, Università e Soprintendenza per la realizzazione di una cittadella della cultura con biblioteca, archivio storico, laboratorio di restauro, centro di catalogazione e museo.
Metterei una donna in giunta.
Mi incatenerei alla Regione finché la Polverini non obblighi Trenitalia a istituire corse veloci tra Roma e Viterbo.
Mi dimetterei dal Parlamento per la vergogna di aver sostenuto un presidente del consiglio accusato di reati indecenti e aver fatto finta di credere che Ruby poteva essere la nipote di Mubarak.
Angelo Allegrini
