- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Alessandra e Annamaria: “Vogliamo vivere il nostro amore”

Condividi la notizia:

Un'immagine dell'Europride

Un'immagine dell'Europride

– Hanno un sogno: quello di riuscire a vivere serenamente. Che tutto il rumore, creato nell’ultimo anno intorno a loro, magicamente si trasformi in silenzio.

Alessandra e Annamaria sono ragazze e innamorate. Ma la loro storia non è così semplice. Essere lesbiche a Viterbo è ancora un problema. Gli ostacoli sono infiniti e spesso sono proprio dentro  casa.

Annamaria è alta, mora e viterbese da sempre, Alessandra invece è bionda, non molto alta, livornese di nascita e viterbese d’adozione. Insieme gestiscono un bar in via Genova.

Ma la situazione non è così facile. Entrambe sono bersagli di battute pesanti che sfiancano e rendono la vita un po’ più amara. “Noi non siamo malate – dice Alessandra – non facciamo scene strane. Semplicemente ci amiamo”.

Di quell’amore normale e reale che spinge la persone a scegliersi per vivere insieme.

La loro storia è iniziata poco più di un anno fa, si sono incontrate al distributore di benzina dove Alessandra lavorava. Dopo qualche scambio di battute Annamaria ha invitato Alessandra ad un aperitivo al bar dove tutt’ora lavora. “Poi pian piano – racconta Annamaria – abbiamo iniziato a frequentarci, a conoscerci e scoprirci. E ovviamente sono iniziati i primi problemi. La mia famiglia non ha accettato la situazione ed è iniziato il parapiglia”.

Ma loro hanno resistito. Hanno continuato ad amarsi nonostante tutto. Poi arrivate ad un certo punto hanno deciso di mollare e provare a vivere la loro favola in un posto lontano, dove il loro amore invece che essere contrastato sarebbe stato semplicemente accettato.

“A febbraio eravamo stanche della situazione di continua minaccia  –  spiega Annamaria – e siamo fuggite”. Direzione Barcellona. Nella città dove due omosessuali non solo possono amarsi in libertà, ma possono anche scambiarsi promesse di matrimonio. E così è stato. “Il 12 febbraio 2011 ci siamo sposate – Annamaria racconta i giorni di Barcellona mentre con gli occhi cerca la fede che porta all’anulare sinistro -, una cerimonia semplice. Eravamo solo noi due. Quelle che bastavano”.

Sorride quando parla di Barcellona. Ma il suo sorriso si spegne subito quando si guarda intorno e scopre di essere ancora nello stesso bar di Viterbo.

“Dopo tre mesi che eravamo a Barcellona – continua – mi hanno chiamato i miei genitori per offrirmi la gestione del bar di famiglia. Dopo averci pensato a lungo abbiamo deciso di tornare e prendere insieme la gestione del bar”.

Mentre Annamaria racconta la loro storia, sua moglie, da dietro il bancone, serve i clienti che arrivano. Ogni tanto la guarda e ascolta cosa dice. Forse perché anche lei ne ha da raccontare.

Prima di partire per Barcellona Alessandra è stata aggredita mentre smontava dal lavoro. “Ero al distributore e sono stata aggredita da un uomo. A novembre ci sarà il processo”.  Si ferma prende fiato e poi sbotta: “Io vorrei far capire al mondo che non ho paura di essere me stessa, che ho profondo rispetto per tutti, ma gli altri devono averlo anche per me. Per noi. Siamo stanche delle continue lotte per farci accettare. Vogliamo solo stare insieme”.

Da Barcellona sono tornate solo da due mesi, ma nemmeno stavolta è tutto tranquillo. I problemi che avevano lasciato alle loro spalle hanno bussato di nuovo alla porta.

Stavolta, però, complice un anello al dito, hanno deciso di affrontarli. Basta scappare, basta nascondersi. “Noi ci amiamo”, dice ancora Alessandra. “Io ho scelto lei, ribatte Annamaria”.

E mentre provano a spiegare cosa le tiene così unite, sembra che ancora una volta si scambino quelle promesse fatte a Barcellona. L’amore fa anche di questi scherzi.


Condividi la notizia: