![]() Chiara Frontini (Pdl) |
– E’ giovane, agguerrita e chiara. Di nome e di fatto.
E’ Chiara Frontini, la giovanissima militante del Pdl, o meglio, della Giovane Italia, che qualche giorno fa si è “indignata” con la senatrice Allegrini, tanto da risponderle per le rime sulla questione degli stipendi dei parlamentari.
“Certo che mi sono “indignata” – spiega Chiara -. Si indigna chi, come me, si dà alla politica da giovanissimo, ci mette il corpo e l’anima ogni giorno. Ci investe tante energie sia economiche che fisiche. Io, per esempio, spendo i miei soldi sia per i volantini delle campagne elettorali che per una borsa. Conosco ragazzi che si sono accollati un mutuo per pagare gli affitti della sede giovanile del partito. E’ normale che mi infastidisca sentire un parlamentare che si lamenta dei tremila euro che gli avanzano, tolte le spese”.
Chiara ha solo 22 anni e parla con la spontaneità naturale della sua giovinezza. Eppure ha già fatto un bel pezzo di strada nel mondo della politica, tanto da sacrificare le serate con gli amici e le notti brave in discoteca.
“Prima di interessarmi alla politica – confessa – avevo più tempo per le feste, la discoteca e gli aperitivi. Ma è una questione di scelte e di passioni. Questo mondo mi piace e non importa se devo rinunciare a qualcosa. La politica ti impegna moltissimo se le dai spazio. A volte ci spendo giornate intere dalle 8 di mattina fino alla sera tardi, ma lo faccio con orgoglio”.
Ma come ha iniziato Chiara e perché? “Il mio impegno nel sociale parte dal volontariato in parrocchia – racconta -. Poi mi sono iscritta alla facoltà di Scienze politiche e ho vinto una borsa di studio che mi ha permesso di trascorrere un anno a Strasburgo, sede del parlamento europeo. Lì ho conosciuto Marco Scurria, une delle persone che più mi ha fatto innamorare della politica”.
Da qui l’impegno politico si è poi esteso e ha permesso a Chiara di fare attivamente parte della Giovane Italia. “Sì ho cominciato a partecipare alle campagne elettorali locali – continua – seguendo il ministro Giorgia Meloni, la persona che diciamo può essere considerata il modello al quale cerco di ispirarmi. La Meloni riesce a motivare i ragazzi della mia età, a starci a fianco e a farci crescere all’interno del partito”.
E proprio a questo proposito, uno dei punti sul quale ha più insistito la senatrice Allegrini nella sua risposto a Chiara Frontini si riallaccia al ministro Meloni, descrivendola come uno dei deputati che fa molto per i giovani permettendo loro di portare le idee anche ai più alti livelli. Come a dire che i ragazzi hanno il loro punto di riferimento e non possono certo lamentarsi. “Questo è verissimo – spiega ancora Chiara – infatti io non ho detto che noi giovani non abbiamo referenti che ci ascoltano. Anzi. Giorgia ne è un esempio lampante ma molti altri non lo sono.
Le risposte che ho ricevuto al mio intervento e il modo di fare politica di alcuni parlamentari, anche del nostro territorio, li rende troppo spesso distanti dalla gente. Un parlamentare ben radicato nel territorio deve comunicare con il territorio. Non si può dire che la gente non sa cosa fa il governo perché se la gente non lo sa dipende proprio dal governo. E non è un discorso legato soltanto all’età. Io non me la prendo con chi è anagraficamente “vecchio”, ma con chi ha le idee e gli atteggiamenti da vecchio”.
Insomma Chiara pensa a un rinnovamento vero. Un rinnovamento di programmi, idee, azioni. A tutti i livelli, sia locali che nazionali. “Deve cambiare lo status mentale – spiega -. Io e la mia generazione non vogliamo “rottamare” nessuno. Sappiamo di avere ancora molto da imparare dai “grandi”, ma capiamo che c’è bisogno di novità. La gente deve essere più coinvolta altrimenti nella politica non ci crede più. Tantissimi miei coetanei mi dicono che non vanno a votare perché la politica gli è troppo distante. Bisogna impegnarsi sul campo, con i gazebo nelle piazze, con gli incontri, i comizi. Insomma serve un contatto vero. Chiunque riesca a fare questo deve governare, a Palazzo Chigi come a Palazzo dei Priori e ovunque. L’età anagrafica conta molto poco. A volte ci sono giovani che fanno politica in un modo più vecchio dei vecchi veri”.
E allora, parlando di elezioni e di rinnovamento, Chiara Frontini si candiderebbe a sindaco di Viterbo? “No assolutamente – risponde accennando un sorriso -. Di fare il sindaco non sono proprio in grado, lo so benissimo. Però spero che si candidi qualcuno che rinnovi davvero la città puntando, per esempio, sulla formazione dei giovani all’estero. Viterbo è una città universitaria. Dovrebbe venire spontaneo cercare di avviare i giovani che studiano verso prospettive internazionali”.
E il dopo Berlusconi? “Angelino Alfano – dice -. Un uomo giovane che sta facendo molte proposte vicine ed interessanti per noi. Credo sia la persona giusta in questo momento, con quell’esperienza che, non dimentichiamoci, è utile per affrontare il futuro”.
Idee nuove, quindi, senza tralasciare i vecchi insegnamenti. “Certo – conclude Chiara – quello che mi piace di più della politica, i momenti che ricordo con più gioia, sono quelli in cui chi ha quindici o venti anni più di me si siede a un tavolo e racconta la storia della politica e del partito. Dai piccoli aneddoti alle grandi fasi che hanno segnato la storia del nostro Paese. Sono questi momenti che ci rendono una comunità, ti fanno sentire parte di una famiglia, e ti danno le basi per continuare.
Non a caso quello che si può considerare il mio “battesimo” politico l’ho fatto poche settimane fa in piazza del Gesù, a Viterbo, per la commemorazione di Paolo Borsellino. Per la prima volta ho parlato a una platea di sconosciuti tentando di ricordare con le sue stesse parole uno degli uomini che per noi è e deve essere un simbolo. Vicende accadute molti anni fa, ma che non devono essere dimenticate e sulle quali noi giovani dobbiamo imparare molto”.
