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Cartiera, al tavolo deve partecipare anche la Provincia

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Riceviamo e pubblichiamo – Carlo D’Ubaldo, conosciuto da me personalmente in occasione della sua visita all’attuale direzione della cartiera di Tuscania, è stato incaricato come responsabile del settore cartario da poco, potrebbe non essere a conoscenza dell’attivita e della gestione dell’azienda tra il Fallimento della Union Paper s.p.a. e l’assegnazione da parte del Tribunale di Viterbo a favore della E.F.W.Tuscania s.r.l., pertanto mi sento in dovere di informarlo di quanto gli è sfuggito.

Si tratta del periodo dall’anno 2006 all’anno 2010, cioè di “soli” 4 anni di gestione e di investimenti contrattuali effettuati per “soli” 850.000 euro soltanto nell’anno 2006, dal momento della presa in affitto dell’azienda da parte della Cartiera di Tuscania s.r.l. e di oltre “ soli” 600.0000 euro di smaltimento del pulper effettuato per il conto della Curatela del fallimento, ampiamente dimostrato ai magistrati. Con la curatela vi è un giudizio in corso presso il Tribunale di Viterbo.

Considerando, che la valutazione dell’azienda, citata dal sindacalista  e, comunque, disponibile sul sito www.procedure.it,  con la dovuta ricerca del procedimento di fallimento, è stata effettuata nell’anno 2007, l’azienda ha raggiunto un certo valore soltanto successivamente e grazie agli investimenti sopracitati, effettuati da parte della Cartiera di Tuscania s.r.l durante l’anno 2006, fatto ignorato e non preso in considerazione da nessuno.

Esclusivamente a titolo sempre informativo, precisando alcune cifre, posso confermare che l’attività della Cartiera di Tuscania s.r.l. si svolgeva con le modalità descrittie da D’Ubaldo e da lui, evidentemente conosciuti soltanto sulla carta, perche l’attuale gestione non ha dimostrato la capacità di raggiungerli, come:

Produzione: a ciclo continuo h 24 per circa 330 giorni lavorativi

Velocità di produzione: 300 – 350 metri/minuto

Capacità produttiva giornaliera media: 110 – 120 tonnellate/giorno

Considerando che in tutti le precedenti gestioni, compresa quella dall’anno 2006 all’anno 2010 si produceva anche la carta più pregiata, come il meduim e la carta con le grammature molto basse, anche in quel periodo quando il collega e predecessore del sindacalista, Massimiliano Venanzi, si é introdotto in cartiera, 18 dicembre del 2009, con la produzione in pieno regime per effettuare il fermo dell’intero stabilimento, che, appena ripartito, riamesso sul posto di lavoro 35 persone, considerato il costo attuale di mercato del “fluting” di 290 – 310 euro a tonnellata, possiamo stimare, in condizioni normali di produzione un ricavo che può variare tra i 10 ed i 12 milioni di euro annuo.

Questo “appetibile” ricavo, pero, è condizionato da varie e continui investimenti, che la Cartiera di Tuscania s.r.l. ha continuato a fare per negli anni successivi, anche per adattare la produzione a regime di lavoro con ciclo chiuso delle acque, diventato per l’azienda una normalità dal febbraio 2007 e mostrato alle nuove generazioni in occasione di varie visite istruttive scolastiche ed universitarie. E, comunque, gravato dalle spese di gestione non di poco conto.

Il probblema potrebbe nascere quando, al diffetto del calcolo previsionale sulla carta, il mercato reale subisce oscilazzioni ed il prezzo di vendità scende, qualche volta in picchiata fino ad arrivare al prezzo di  145  euro a tonellata, come è successo nel 2009, e l’azienda è costretta ad affrontare la situazione del disaggio. Anche questa situazione si ripete nel mercato cartario molto spesso.

Per i canoni di affitto, nonostante gli investimenti già fatti e dimostrati, nonostante le spese di competenza sostenute per il conto della Curatela, la stessa in persona di Puri ha avviato le varie azioni giuridiche contro la Cartiera di Tuscania s.r.l. per interrompere il contratto di affitto con la durata di 10 anni, senza preoccuparsi neanche della sorte di 35 lavoratori e loro famiglie.

Secondo le condizioni dell’acquisto la società acquirente doveva provvedere allo smaltimento della rimanenza del pulper di competenza della Curatela, in questo caso la EFW, impegno assunto da medesima anche in sede Aia (autorizzazione integrata ambientale). Le quantità e le modalità di smaltimento per i rifiuti da lavorazione giacenti e provenienti dalle precedenti gestioni, pari a circa 6.000 tonnellate di “pulper” (costo stimato per lo smaltimento 800.000 – 1.000.000 euro circa) da effettuarsi entro 5 anni al ritmo di 100 tonnellate al mese, non sono evidenziati nel testo dell’ Aia che dall’Amministrazione Provinciale ha consesso al pubblico, pertanto fa piacere di ricevere questi informazioni, magari insieme ad altri obblighi sulle emissioni, sulla manutenzione, sull’adeguamento antincendio, ed altro ancora, almeno da parte del sindacalista, che abbia un canale preferenziale per l’acquisizione dell’informazione necessaria dall’Amministrazione Provinciale.

Presumo che D’Ubaldo ha già calcolato quanti rifiuti dovevano essere smaltiti dall’inizio dell’attività produttiva della E.F.W. Tuscania , cioe dal settembre del 2010 fino adesso, precisamente circa 1.000 tons del pulper vecchio, fi adesso ancora intatto, e di altretanto del pulper attuale. Considerando il costo di circa € 89 /tons necessitano cerca € 180.000,00 immediati per adempiere all’ultima diffida imposta dalla Provincia n.6, soltanto per lo smaltimento del pulper. Soldi, che dovevano essere già prevedentemente accantonati dalla società e destinati a tale spesa?

Rimane sempre interessante il discorso inerente agli incontri effettuati da parte dei rappresentanti sindacali con la E.F.W.in fase di gara di acquisto e la sottoscrizione degli accordi senza che, come dichiara lo stesso, è stata presentata alcuna documentazione da parte dell’azienda citata.

Ma, come presumo, meglio lasciare la valutazione di questo passaggio ai organi competenti, come la Procura.

La proposta dell’impianto di valorizzazione energetica dei rifiuti con processo Pyroal (pirolisi), era già presentata all’Amministrazione Provinciale da parte della Cartiera di Tuscania s.r.l. nell’anno 2008-2009. In risposta la stessa Amministrazione ha dichiarato che nelle condizioni attuali non sara possibile autorizzare la realizzazione dell’impianto. Senza, pero, specificare, quale delle condizioni doveva mutare, dovevano aumentare i rifiuti, come le condizioni attuali dell’impianto, o doveva mutare la dirigenza della Gestione dell’impianto? Penso che il chiarimento sara dovuto prima di acettare qualsiasi altra domanda dello stesso contenuto.

Per quanto riguarda il piano industriale ed occupazionale, non era previsto dalle condizioni di acquisto un obbligo da partre dell’acquirente della continuità dell’attività attualmente svolta, pertanto , se come il piano industriale presentato in Tribunale dalla E.F.W., come confermano gli stessi sindacati, non é stato ne attuato, ne rispettato, sara possibile prevedere le sorti del sito industriale e delle sue maestranze come possibile chiusura dell’impianto ed ulteriore collocamento delle maestranze nella procedura di mobilità, ancora in corso.

Se l’occupazione vuol dire soprattutto investimenti per potenziare ed implementare la produzione della carta, e l’investimenti non vengono effettuati, fino a far mancare il materiale di prima necessità, vista unica certezza più concreta è la sospensione definitiva del’Autorizzazione integrale ambientale (da ottobre? ), e considerando  il tira-molla e la quantità delle ultime prescrizioni dell’ordinanza n.6 che mettono in dubbio anche la regolarità della concessione da parte della Provincia, quale sarebbero gli interventi concreti e prospettati sulla carta, se fino adesso non é stato effettuato il minimo richiesto?

Fino a dove si deve estendersi la tolleranza e la “collaborazione” delle autorità e della Curatela, negate in precedenza all’azienda più solida? E per quale motivo adesso?

In ballo ci sono circa 40 posti di lavoro potenziali, in quanto la società attuale E.F.W. ha ridotto i posti di lavoro dai 35 precedenti all’assegnazione a 30 , e, dopo ulteriori licenziamenti, a 27.

Riguardo l’atteggiamento della dirigenza della E.F.W, attualmente contestato da parte dei sindacati, dovrebbero essere più chiari sul argomento. Per questo motivo ritornerei al pre-predecessore di D’Ubaldo, Carlo Proietti, e a Fortunato Mannino, che hanno avuto il modo di constatare la massima disponibilità della dirigenza della Cartiera di Tuscania s.r.l. e la regolarità del adempimento al contratto di lavoro, appoggiati dai rappresentanti sindacali dei lavoratori. Cosa hanno costatato durante quest’anno le organizzazioni sindacali e quali provvedimenti risultano già intrapresi? Unica certezza é che fin adesso sono assenti i rappresentanti sindacali all’interno dell’azienda, e quelli che ne facevano veste, cercando di sollevare varie situazioni, sono stati lasciati fuori.

Considerando la competenza delle autorizzazioni di Provincia di Viterbo, e un problema ambientale per il comune di Tuscania non indifferente, al quale il Comune non riesce a fare fronte, presumo che un tavolo tecnico permanente sulla cartiera presso il Comune di Tuscania, a cui dovranno partecipare l’amministrazione comunale, la società EFW e il curatore fallimentare deve necessariamente coinvolgere anche la Provincia, per conoscere le vere intenzioni della società EFW, se i “piani industriali” sono destinati alla Provincia di Viterbo o alle zone più vantaggiose al livello sonvenzionale, come il sud, e soprattutto le intenzioni della Provincia inerente alle Autorizzazioni di loro competenza.

Zharikova Olena
legale rappresentante della Cartiera di Tuscania s.r.l.


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