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– Venticinque chili di cemento per il sindaco Giulio Marini.
Un regalo pesante o una sorta di capitale iniziale per intraprendere un nuovo lavoro. La consegna, stamani a palazzo dei Priori da parte di Sinistra e Libertà. Seppure indirettamente. Il primo cittadino non era in sede e il pacco regalo è stato recapitato alla segreteria.
Ma il messaggio è comunque arrivato. No al piano casa della Regione e no a chi, come Marini, in qualche modo si è espresso in termini positivi verso un progetto che invece Sel chiede di demolire.
“Perché tutti saranno liberi di fare tutto – osserva il consigliere comunale Innocenzi – come il recupero dell’ex consorzio sulla Teverina. Centomila metri cubi. Con questo piano i capannoni si possono trasformare in palazzi e anche trasferire in altre zone”. Non solo.
“Il provvedimento riguarda anche le cave – osserva Umberto Cinalli – è stato fatto molto per imporre vincoli, che ora saltano”.
Nella parte sud della provincia, a rischio le zone agricole, secondo Umberto Cinalli, che si aspetta una serie di ricorsi verso il piano casa.
“Se solo pensiamo all’Arcionello – spiega Cinalli – nella zona della cava oggi si potrebbe costruire, o spostare l’area edificabile fuori dal parco. Esempi come questo se ne possono fare molti”.
La balla di cemento da venticinque chili consegnata a Marini dallo stesso Cinalli, Innocenzi e Antonio Capaldi sta lì a dimostrarlo. Per ora sopra un mobile della segreteria, accanto a una foto di Berlusconi. Male che vada, servirà al premier operaio.
Sul piano casa, il consigliere Innocenzi precisa: “Il Pd in Regione ha votato contro. Quanto all’emendamento sulle villette a schiera del consigliere Di Stefano, ha votato contro solo Parroncini”.







