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Centro storico, non è solo un problema di auto

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Vita Sozio

Vita Sozio

Riceviamo e pubblichiamo – Notiamo con piacere che, nonostante ci troviamo  ancora in un periodo di ferie, con temperature da record che rallentano qualsiasi tipo di attività, grazie a Tusciaweb continua il confronto sulla questione ancora aperta della possibile chiusura del traffico nel centro storico di Viterbo

La segretaria della Cna, Luigia Melaragni, sostiene che l’€™eliminazione delle auto rappresenterebbe una risorsa in più e non un impedimento, nodo cruciale per una vivibilità maggiore. Ben venga anche il parere di un’organizzazione così attiva come la Cna.

Ma prima di parlare di chiusura, è doveroso da parte degli addetti ai lavori, affrontare l’argomento da un punto di vista più ampio; ridurre quindi il dibattito al concetto di “auto sì – auto no” è sicuramente a nostro avviso deviante e limitativo.

Purtroppo il centro è stato percepito dalle amministrazioni Meroi, Gabbianelli e Marini, che si sono avvicendate nel corso degli anni, come un “peso”€ piuttosto che come una risorsa e si è preferito abbandonarlo per la creazione di nuovi quartieri, spesso nati in modo caotico, senza viabilità adeguata e senza servizi, ma soprattutto anonimi.

Una coalizione che si ponga il problema di governare il Comune in termini di sviluppo sostenibile, di ricchezza, di lavoro, di sicurezza, di vivibilità  per tutti, ma soprattutto per bambini e anziani, non può non porsi come priorità, il problema dei centri storici, perché solo a partire da essi può nascere e svilupparsi la città  che vogliamo.

Naturalmente non ci si può limitare ad ipotizzare il risanamento, il restauro e la conservazione dei centri storici per trasformarli in aree €museali€ vuote e silenziose, occorre invece stabilire i nuovi ruoli che esso puà e deve assumere o riassumere.

Prima di tutto occorre invertire la tendenza in atto dell’€™abbandono da parte dei residenti, in modo che gli antichi quartieri possano tornare a €œvivere€, recuperando un ampio patrimonio abitativo, trovando le forme e gli spazi per centri commerciali di qualità, botteghe artigiane, luoghi di accoglienza per i turisti, residenze per gli universitari, centri per attività  culturali, di spettacolo, congressuali; insomma, per tutti quei servizi necessari a far diventare, finalmente, Viterbo quella città d’arte e di cultura di cui, da tanto tempo, se ne parla.

Naturalmente un progetto per il centro storico va incastonato in un piano più ampio, che coinvolga tutto il territorio comunale, un piano che riguardi la riqualificazione delle periferie, la viabilità  ed i trasporti, il verde pubblico, i parchi, il paesaggio, la salvaguardia del territorio agricolo e delle testimonianze archeologiche, il termalismo, in modo da rendere il tutto armonico, realizzando un luogo in cui sia bello vivere e che sia bello da visitare.

E’€™ però dal centro storico che si deve partire e dove si deve tornare.

Perché ciò sia possibile, occorre che il progetto sia largamente condiviso dai cittadini che a Viterbo vivono e operano e quindi dai partiti, dai sindacati, dalle associazioni, dagli ordini professionali, dagli enti e dalle banche.

Auspichiamo pertanto la stesura di un nuovo piano regolatore generale, che dovrà  prevedere più che un’ulteriore espansione edilizia, un riordino, un recupero, un più razionale utilizzo dell’esistente.

Un piano, in poche parole, più di qualità  che di quantità .

Vta Sozio (Fli)


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