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– All’enoteca provinciale della Tuscia Viterbese, nell’ambito della fiera del vino, si è svolta una degustazione guidata.
Era il 3 marzo 1966 quando, con un decreto del presidente della Repubblica, si attribuiva per la prima volta il marchio doc a cinque vini italiani: l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, l’Ischia bianco, il Frascati, la Vernaccia di San Gimignano e, unico rosso, il Brunello di Montalcino.
Per ricordare l’evento, lunedì scorso, all’interno dell’enoteca provinciale della Tuscia Viterbese (ubicata nella Rocca dei Papi di Montefiascone), è stata organizzata una degustazione guidata a cura di Fabio Turchetti, giornalista enogastronomo de “Il Messaggero” e della guida “Slow Wine” di Slow Food.
La degustazione, promossa dal Comune di Montefiascone, è inserita nell’ambito della 53esima Fiera del Vino, quest’anno particolarmente ricca perché ricorrono i cento anni della visita del nobile Defuk, il cui nome è legato indissolubilmente all’Est! Est!! Est!!!
Oltre a Turchetti, presenti al tavolo Renato Trapè, assessore alla Cultura del Comune di Montefiascone, il consigliere Marco Balestri, il presidente della Cantina Sociale di Montefiascone Fabio Brugnoli e Carlo Zucchetti, presidente dell’Enoteca Provinciale della Tuscia Viterbese. In degustazione per l’Est! Est!! Est!!! i vini Foltone (cantina Stefanoni), Caveau (Cantina sociale), Poggio dei Gelsi (Falesco) e Poggio del Cardinale (Leonardi) e come ospiti le cantine Il Marroneto (Brunello di Montalcino), Casale Marchese (Frascati), Pietratorcia (Ischia Bianco) e Vagnoni (Vernaccia di San Gimignano).
“Abbiamo aderito molto volentieri alle degustazioni guidate proposte dall’Enoteca Provinciale – afferma l’assessore Trapè, che in passato è stato anche presidente dell’Enoteca – visto che le riteniamo un modo educativo di avvicinarsi al vino. E’ stata una scelta azzeccata, poi, quella di iniziare il ciclo di degustazioni con le prime cinque Doc italiane, tra cui c’è il nostro Est! Est!! Est!!!, con la presenza tra l’altro del presidente della Cantina Sociale e di rappresentanti della cantina Falesco. Il vino di Montefiascone ha delle grandi potenzialità che, a mio parere, possono essere implementate a partire da una riforma del disciplinare”.
Secondo Fabio Brugnoli “appuntamenti come questi sono molto importanti perché riescono a far capire cosa davvero c’è dentro la bottiglia che beviamo.
Le degustazioni, poi, si fanno nei luoghi vocati alla viticoltura, dove c’è qualità enologica: io credo che una una zona come la nostra, pertanto, abbia il dovere di educare alla conoscenza del vino e al bere consapevole tutte le persone che ruotano intorno al suo areale.
Il fatto poi di appartenere ad una delle prime cinque Doc italiane è una garanzia di qualità per il consumatore, visti in controlli chimici ed organolettici che non ci sono ad esempio per il marchio Igt”. Per quanto riguarda più nello specifico l’Est! Est!! Est!!! Per Brugnoli “la possibilità di non avere una percentuale fissa in quanto all’utilizzo dei vitigni da la possibilità di mantenere i tratti fondamentali del vino, che sono, essenzialmente, quelli di produrre un vino che sia bevibile e adatto ai pasti”.
Da ricordare, infine, che giovedì 4 agosto alle 21,30 è in programma in piazzale Frigo una degustazione dedicata ai vini dei laghi italiani.
La degustazione, guidata da Giampaolo Gravina (vice curatore della guida “I vini d’Italia” de “L’Espresso”) avrà come protagonisti i seguenti vini: Stefanoni, Falesco, Leonardi, Cantina Sociale (Montefiascone), Ottella (Lago di Garda), Castello di Magione (Lago Trasimeno), Antichi Vigneti di Cantalupo (Lago Maggiore), La Cantina di Caldaro (Lago di Caldaro).

