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“Erinna, il Comune prenda posizione”

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Il centro Erinna

Riceviamo e pubblichiamo – Non ci risulta prevista un’imminente convocazione del consiglio comunale e riteniamo invece opportuna una tempestiva presa di posizione anche della nostra amministrazione sulla vicenda che riguarda il centro antiviolenza sulle donne di Viterbo e l’€™associazione Erinna.

Per cui invitiamo la giunta a prendere intanto posizione sulla questione, attraverso una deliberazione, come avvenuto in altri comuni della provincia, in attesa di discutere il punto in consiglio comunale, su cui auspichiamo un voto unanime, come avvenuto altrove (vedi consiglio comunale di Viterbo il 12/07/2011).

Il tema è infatti di interesse trasversale, non ha colore politico e su esso non esistono vincoli di appartenenza di partito.

Alleghiamo la proposta di mozione d’ordine di cui chiederemo l’€™inserimento all’€™ordine del giorno del prossimo consiglio comunale in conferenza dei capigruppo.

Gruppo consigliare centrosinistra Per Orte


Il testo della mozione

Premesso che

 

– Le donne vittime di violenza sono in Italia sette milioni ogni anno e con legge dello Stato è prevista la presenza di un centro di accoglienza in ogni Provincia;

– pur tra mille difficoltà, l’associazione €œErinna€ ha risposto in maniera ottimale alla domanda proveniente dal territorio, ottenendo anche il risultato di far emergere parte del fenomeno sommerso (dati della Questura di Viterbo);

– la convenzione con l’€™associazione Erinna€, revocata unilateralmente dalla Provincia di Viterbo (con dgp numero 343 del 1/01/2011 e comunicata con lettera prot. 32450 del 20/05/2011), avrebbe avuto la sua naturale scadenza nel febbraio 2011;

– la Provincia intende affidare con gara ad evidenza pubblica (procedura da noi condivisa) il servizio di accoglienza per le donne vittime di violenza, ma ha sospeso la convenzione in atto dal gennaio 2011.

Impegna

il sindaco e la giunta a intervenire presso l’™amministrazione provinciale perché la convenzione in essere con l’associazione €œErinna€ giunga a naturale scadenza, revocando gli atti che hanno condotto all’interruzione del servizio e, contestualmente, venga contemplata una norma transitoria per garantire il servizio fino a espletamento della gara a evidenza pubblica per l’affidamento.

Verificando, nei limiti delle disponibilità finanziarie del bilancio comunale, misure di sostegno economico (anche minime) che possano integrare gli scarsi finanziamenti destinati a questa importante attività.

 



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