![]() Ugo Sposetti |
– A Viterbo, dove cresce la disoccupazione e le imprese vivono momenti difficili quando non chiudono del tutto, la ricaduta della nuova manovra anti crisi potrebbe avere ripercussioni pesanti.
Le possibili conseguenze non vanno sottovalutate e la politica non può dormirci sopra. Bisogna muoversi per tempo.
Ugo Sposetti, parlamentare e capogruppo Pd in Comune, lancia l’appello. “Facciamo tutti uno sforzo – dice Sposetti – lo dico ai colleghi in Parlamento, in Regione, ai sindaci della Tuscia e al presidente della Provincia. Troviamo un momento per parlare con le forze sociali, creando una pressione unitaria e rendere il meno pesante possibile la situazione”.
In un passaggio difficile, non si può fermare tutto. “A settembre, con la ripresa delle attività, qualche cantiere andrà aperto. Ci sono opere da realizzare, non si può chiudere tutto e far aumentare ancora il numero dei disoccupati.
Ognuno faccia la sua parte, nel rispetto dei ruoli. Se i lavori non iniziano, significa non solo che non potremmo disporre di opere e infrastrutture, ma vengono meno occasioni di lavoro per molte persone.
Mi auguro che almeno per uno, quello Sat, relativo al corridoio tirrenico, non ci siano problemi. E’ importante per la Tuscia, permettendo di riaprire la discussione sul completamento della Superstrada. Perché se la Tirrenica arriva a Tarquinia, la trasversale a quel punto non dovrebbe più arrivare a Civitavecchia, ma si collegherebbe all’Aurelia rimodernata. Per la Superstrada rimarrebbe da completare solo il tratto Monteromano Tarquinia”.
Trovare una via per ridurre i disagi al minimo. “Ci serve di capire, ascoltando sindacati e imprenditori, le conseguenze della crisi sul territorio. Su precari, giovani, ma anche pensionati.
Alla festa di partito a Valentano la prima persona che mi ha fermato era per chiedermi se riuscirà ad andare in pensione, maturando a dicembre i diritti.
Oggi anche togliere solo 50 euro a chi ha un reddito di 1200 euro, significa molto per quella persona. Il ticket sanitario che si paga nel Lazio, pesa. Dobbiamo essere responsabili, noi intendiamo fare la nostra parte, anche con proposte alternative”.
Giuseppe Ferlicca
